SCAMPIA, LA BIBLIOTECA DALLA PARTE DEI RAGAZZI
di Titti Marrone e Fabrizio Valletti da "Il Mattino" del 29/03/06
Questo articolo è l’invito a una festa di libri, scrittori, aria aperta senza paura, case e strade sicure, bambini che ridono. Una festa a Scampia, il quartiere vicinissimo di cui la città si vergogna, dove molti napoletani non sono mai stati ma dove vorremmo, per un giorno, invitare tutti. Perché ci aiutino ad allontanare l’immagine di morte, violenza, illegalità. La festa è dedicata ai libri, alla lettura e a un piccolo atto normale nel quartiere dove niente sembra esserlo: verrà inaugurata una biblioteca nel centro Hurtado, in viale della Resistenza. Si comincia alle 11 del mattino e si va avanti fino al tardo pomeriggio, tra il parco pubblico e il centro Hurtado nel giorno del «compleanno» di Hans Christian Andersen - che è poi quello della festa nazionale della letteratura per ragazzi. La festa ha per tema «rEsistere a Scampia» ed è importante innanzi tutto per il modo in cui è nata: con l’entusiasmo dell’Associazione Italiana Biblioteche che ha scelto Napoli per il suo convegno nazionale, con un folto gruppo di amanti del libro e associazioni del territorio, con scrittori come Giuseppe Montesano, Tiziano Scarpa, Maurizio Braucci, Roberto Saviano, Mauro Covacich, Antonio Scurati, Marco Ciriello, Peppe Lanzetta e molti altri che verranno da tutta Italia e parteciperanno a un intenso programma di readings e di eventi. E con le istituzioni attente e disponibili a partecipare. Per una volta, a differenza di altri eventi che si sono svolti a Scampia con clamore vanificato il giorno dopo, a riflettori spenti, per la festa della letteratura di domenica 2 aprile a Scampia ci sono le premesse perché l'avventura prosegua e possa crescere. Non è stato facile, ma a Scampia abbiamo cominciato un lavoro che ha dato vita al primo «Presidio del libro» della Campania, associazione già presente in altre regioni, che ha preso il via in Puglia intorno all'editore Laterza e si sta affermando come luogo ideale di promozione della lettura e incontro di editori, lettori, librai, appassionati del tradizionale e insostituibile «scrivere e leggere». Abbiamo appena costituito l'associazione dei Presìdi della Campania con la guida dell’editore Colonnese e con il gran lavoro di Serena Gaudino, con Stefano De Matteis, Mauro Giancaspro, Tommaso Sinigallia e altri ancora, per aprirla poi a editori, librai, bibliotecari, insegnanti, studenti, appassionati dei libri. Lo scopo è costruire insieme una rete di associazioni e gruppi di lettura a partire dalle periferie. Cioé in tutte le realtà - e nella nostra regione sono tante - in cui non esiste una biblioteca, una libreria, un’occasione per discutere di letteratura e scrittura. E a Scampia, domenica, ci saranno anche i rappresentanti di tutti i Presìdi del libro nazionali venuti dal Piemonte, dalla Sardegna, dall’Emilia-Romagna, dalla Puglia, e ancora illustratori, bibliotecari, librai, editori e scrittori di altre regioni. Il fatto che il primo Presidio in Campania parta da Scampia, e si «accasi» qui nella prima biblioteca offerta al quartiere, non ha solo un alto valore simbolico. Significa creare una struttura permanente, anche se piccola, un luogo in cui raccogliere i ragazzi invitandoli a svolgere una serie di attività. Tra le tante cose, abbiamo in programma un bibliobus che vada in giro per le aree della periferia nord, un cineforum letterario, un corso di scrittura creativa di Antonella Cilento, corsi di formazione per ragazzi sui mestieri del libro, un giornale di quartiere fatto dai ragazzi, laboratori di lettura a voce alta, un cantastorie metropolitano. La biblioteca nasce nella struttura costruita dal Comune di Napoli, affidata all'iniziativa dei padri gesuiti già presenti nel quartiere con diversi volontari, intitolata «Centro Hurtado». L’idea è stata quella di guardare il quartiere mettendoci «ad altezza di bambino», unendo le forze delle associazioni di base con quelle di chi opera nella scuola. Perché a Scampia, intorno e dopo la scuola e ai suoi validissimi docenti, spesso c’è solo il vuoto. Riempito da degrado e disvalori che precipitano i ragazzi in una sorta d’ineluttabile marginalità. Non c’illudiamo certo che basti una biblioteca a combattere il degrado. È solo una goccia nell’oceano. Un microscopico atto di normalità. Ma questo atto normale appena abbozzato con la biblioteca del Centro Hurtado può forse servire a far sentire un po’ meno soli gli «scampiesi» e i loro ragazzi. In questo, ci sostiene non poco la partecipazione sorta intorno all'iniziativa di amministratori comunali e provinciali - Regione Campania innanzi tutto - Fondazione Banco di Napoli per l'infanzia, Unione Industriali, Ctp, donatori di volumi di tutt'Italia, compresi molti bambini, editori e librai. La presidenza della Repubblica ha assicurato il suo alto patronato e invierà in dono il libro di Lia Levi sulla Costituzione spiegata ai ragazzi. La Regione ha già destinato, nella festa di Scampia del 21 settembre scorso, due borse di studio a giovani del quartiere che si occuperanno della biblioteca. E chissà che mettere in rete associazioni, volontari, energie e idee fra «pubblico e privato» non possa essere un metodo utile a progettare e realizzare qualcosa che sia percepito come patrimonio di tutti. Non come le strutture e gli interventi pur belli, ma che restano estranei, lontani o inutilizzati perché calati dall’alto.
da http://www.librialice.it/news/primo/scampia-presidiolibro.htm
Giornata mondiale della letteratura per ragazzi - I edizione
2 aprile 2006
Storie, libri, racconti per cambiare il destino dei giovani di Scampìa
Il 2 aprile è un giorno importante per la letteratura per ragazzi: è la data di compleanno di Andersen e l’Ibby festeggia questa ricorrenza in tutto il mondo da quasi 50 anni. Da quest’anno, la festa si organizza anche in Italia, a Scampìa: un luogo simbolico e che ha voglia di cambiare grazie anche all’istituzione del primo Presidio del Libro della Campania.
Premessa
A Scampìa, dopo l’arresto del capoclan Paolo Di Lauro un altro uomo è stato lasciato morire torturato, dissanguato. E ancora a Scampìa da qualche mese, un gruppo di persone sta lavorando per cambiare il destino dei ragazzi che vivono in questo quartiere. Importando storie, lasciando per il quartiere segni di civiltà: libri, soprattutto. Ed è così che è nata l’idea di istituire proprio qui il primo presidio del libro in Campania: un progetto a lungo termine che vuole, simbolicamente, sostituire le armi con i libri.
I costituendi presidi del libro sono gruppi di lettura: persone che parlano tra loro di libri che hanno letto. Sono il contagio del passaparola, occasioni di scambio di idee, approfondito, divertente, appassionato, civile, tra persone anche molto diverse fra loro. Sono avamposti della lettura in un paese in cui si legge poco, luoghi in cui il non-lettore incontra il lettore sui temi che lo interessano più da vicino.
Il 24 settembre scorso, a Scampìa si è posata la prima pietra del centro Hurtado: una casina messa a disposizione dal Comune di Napoli e gestita dai Padri Gesuiti. Padre Fabrizio Valletti, sulla casina ha elaborato un progetto molto importante: corsi di formazione, di approfondimento, basi strategiche per piccole cooperative e una biblioteca per bambini. In quella stessa data si sono aperte le tante scatole, piene di libri, inviati da tanti piccoli editori italiani a loro spese. E gli editori, sappiamo bene, ancor meno quelli piccoli, non possono certo permettersi di regalare libri a tutte le biblioteche di quartiere, scolastiche del mondo. Ma il gruppo dei “Meno piccoli di quel che sembra”, 22 editori, l’hanno fatto. È stato meraviglioso. Soprattutto vedere i ragazzini, che in cambio di un paio di pistole giocattolo e di manette si sono accaparrati dei libri. Storie, racconti per sognare, per fantasticare e uscire dalla paura e dalla miseria di tutti i giorni. Una mamma, voleva ringraziare padre Fabrizio e tutti noi cercando di ripagare tanta generosità con 10 euro. Inutile, nessuno li ha accettati. Ma un altro contributo sì, quello di Teresa Armato che ha promesso come assessorato regionale alla ricerca, una borsa di studio annuale per un neolaureato che gestisca e animi la biblioteca del Centro Hurtado.
Oggi, a circa quattro mesi di distanza i lavori di sistemazione della casetta sono terminati. Il centro Hurtado, in viale della Resistenza, al centro di Scampìa, è una struttura costruita dal Comune di Napoli, affidata alla compagnia di Gesù, che sarà un centro di formazione per i giovani del quartiere, per la loro crescita culturale e l'avviamento al lavoro. E’ intitolata ad Alberto Hurtado, gesuita del Cile da poco riconosciuto santo, impegnato negli anni '30-40 a sollevare la popolazione più povera del suo paese dalla condizione di ignoranza e miseria. L’arredamento è quasi ultimato, lo stesso l’allestimento dell’ambiente.
A Scampìa, oltre alla scuola, per i ragazzi non c’è molto altro. A Scampìa non ci sono luoghi di aggregazione, una piazza, locali dove trascorrere del tempo, svagarsi, divertirsi, conoscere gente, scambiarsi opinioni e crescere. Anche intellettualmente. A Scampìa soprattutto, non ci sono librerie, non c’è una biblioteca comunale, non c’è un centro per anziani. A Scampìa la sera, dopo una certa ora per strada non c’è più nessuno. Solo automobili che si rincorrono, motorini che sfrecciano controllando il territorio, occhi dietro le finestre che spiano la strada, la vita di quei pochi che hanno il coraggio di camminare per le strade senza marciapiedi.
Con la forza di tanti però qualcosa sta cambiando: a Scampìa sta nascendo il primo Presidio del libro Campania: contro la violenza, l'intolleranza e la povertà di spirito. E le adesioni aumentano: tra gli scrittori e gli intellettuali in genere che vogliono cambiare le sorti di Scampìa oggi ci sono Giuseppe Montesano, Maurizio Braucci, Antonella Cilento, Giuseppe Culicchia, Tiziano Scarpa, Domenico Starnone, Diego de Silva, Antonio Scurati, Marco Ciriello, Francesco Costa, Mauro Covacich, Silvio Perrella, Venceslao Cembalo, Mimmo Liguoro.
Libri, letteratura e storie sono il futuro di Scampìa
Nell’ambito della mostra della piccola editoria Più Libri più Liberi, a Roma lo scorso dicembre, durante un convegno organizzato dall’AIB – Associazione Italiana Biblioteche, alcuni bibliotecari, editori e operatori nazionali hanno individuato Scampìa come luogo simbolico per festeggiare per la prima volta in Italia, in data 2 aprile, la giornata che l’Ibby dedica alla letteratura per ragazzi.
Alla proposta fatta da parte dell’AIB e di AIB Commissione Ragazzi, il Costituendo Presidio del libro di Scampìa, forte del lavoro finora svolto e pronto a cogliere le importanti offerte di collaborazioni, ha risposto con molto entusiasmo candidandosi come partner principale dell’operazione.
E da qui nasce l’idea della Festa nell’ambito della Giornata della Letteratura per ragazzi a Scampìa. Un modo nuovo e stimolante per far germogliare, all’interno del quartiere, che ormai conta circa 80.000 abitanti una civiltà rinnovata.
Un evento prestigioso e simbolico: incontri, dibattiti presentazioni di novità librarie, laboratori, percorsi di lettura, saranno il fiore all’occhiello della Festa che è promossa interamente non solo dalle forze, pur deboli del territorio, bensì dai tanti soggetti, della filiera del libro, che vedono il sud e le zone depresse come Scampìa, luoghi in cui è indispensabile intervenire culturalmente contro l’indifferenza.
Molte le Case editrici che hanno raccolto l’invito. Tante altre sono pronte ad offrire il loro contributo come le associazioni di categoria e le istituzioni, che speriamo fortemente presenti affianco a noi in questa avventura.
I temi
Se di letteratura per ragazzi si vuole parlare, l’idea è quella della leggerezza, del divertimento e dell’allegria. Sono infatti tre i temi portanti della prima edizione della Festa 2006 che ruota attorno alla voglia di cambiare il destino di Scampìa. Il tutto condito da tanta musica, divertenti spettacoli, piccole performance per grandi e piccini!
Voci dalla Periferia – Vivere a Scampìa: è la sezione in cui si affrontano i problemi del quartiere. Incontri e dibattiti, proiezioni di film e raccolta di materiali inediti da parte dei bambini delle scuole di Scampìa. Un importante segmento culturale che si articola attorno alle domande: Quale futuro a Scampìa? Quali sono i gruppi,, le associazioni, le realtà di movimento, gli operatori sociali che vi operano? Quali politiche sono state già attuate? Quali i progetti?
Ad Alta Voce – Le letture itineranti: è la sezione in cui confluiranno i vari interventi degli scrittori che interverranno a Scampìa. Incontri, presentazioni di libri, letture, spettacoli… tutti piacevolmente pensati per far avvicinare il pubblico alla lettura.
Chi cerca Trova – Biblioteche che passione: è la sezione dedicata agli incontri e ai dibattiti sul ruolo indispensabile che le biblioteche assumono nella società civile. Rappresenta il momento più professionale e d’incontro tra la lettura e la letteratura, tra editori e bibliotecari e operatori e insegnanti che potranno confrontarsi e presentarsi.
Il progetto è a cura di
Costituenda Associazione Presidi del libro Campania – referenti Serena Gaudino, Edgar Colonnese con la supervisione di Titti Marrone
Coordinamento sul territorio: Presidio del libro di Scampìa
Accoglienza e organizzazione
I giovani delle scuole di Scampìa
Immagine coordinata a cura di Francesca Cavallaio
Con la collaborazione della Regione Campania
CTP
Realizzazione a cura della Costituenda Associazione Presidi del libro Campania Presidio del Libro di Scampìa
AIB nazionale
AIB Campania
AIB Commissione Biblioteche ragazzi
IBBY
ItaliaAssociazione Culturale Pediatri e Nati per leggere
Baribal – Magazine
Orecchio Acerbo Editore
Topipittori Editori
Corraini
Sinnos
Giannino Stoppani
Colonnese Editore
Per contatti:
s.gaudino@colonnese.it
valeria.patregnani@comune.bologna.it
marysunday@hotamail.com
AMORI DIFFICILI
inviato da Marinella Pomarici - A Voce Alta
Straordinario il nostro pubblico! Siamo ormai al nostro sesto incontro di lettura (oggi 16 febbraio) e non crediamo ai nostri occhi vedendo l’aula che si affolla, ci sono certo gli amici ma ormai c’è un numero sempre più consistente di mamme degli allievi della Baracca capeggiate dalla straordinaria Rosalia, giovane commerciante che ha un bel negozio di frutta e verdura all’inizio di vico Tiratoio: lei è una delle nostre fan più accese. Vediamo le allieve delle medie, alcune insegnanti della scuola, i parrocchiani della Concordia che ormai si sono affezionati al nostro “tradizionale” incontro di lettura e c’è infine la bidella della scuola che viene anche lei ad ascoltare.
La nostra voce recitante questa volta è quella di Nico Ciliberti, molto bravo, attento e delicato, direi, nel raccontarci le diverse storie di due coppie, quella dei Gioielli di Maupassant e quella dei teneri sposi operai di Calvino (L’avventura di due sposi). Nico ci ha raccontato di essere molto legato al racconto di Calvino perché gli ricorda la sua infanzia a Milano dove si era trasferito con la famiglia (classica storia di emigranti meridionali) ed i turni pesanti di lavoro del padre e della sorella sono nella sua memoria rimasti legati a questo racconto di Calvino, alla difficile vita dei due sposi, che per i diversi turni in fabbrica (l’una di giorno l’altro di notte) non riuscivano ad incontrarsi.
Il nostro pubblico ha preferito questa volta leggere i racconti che avevamo preparato in fotocopia nello stesso momento in cui li ascoltava dalla voce del nostro attore. L’attenzione è stata straordinaria, e poi è stato più facile delle volte precedenti avviare una riflessione sui temi della coppia. C’è stato qualcuno che ha preferito il racconto di Calvino, la giovane coppia operaia con la sua difficoltà di ritrovarsi è sembrata legata da un vero amore anche se manifestato con grande difficoltà. Una ragazzina ci raccontato la sua esperienza familiare con la mamma che ha turni di lavoro molto lughi ed il papà che fa da mamma, ci ha raccontato il suo dispiacere di poter stare molto poco con la mamma anche se è contenta di avere con sé il papà nelle ore di svago. Un’ ascoltatrice interviene per far comprendere alla ragazza che anche per la mamma sarà sicuramente un grande sacrificio non trascorre più tempo con la figlia, ma che quella di lavorare così tanto deve essere stata una scelta necessaria. La ragazza comunque afferma che lei da grande preferisce stare in casa per curare i figli. Ci sono molte ascoltatrici che ben si rispecchiano nella coppia operaia, nella impossibilità di trovare uno spazio, un tempo per stare insieme perché si è travolti dal lavoro e da tutti gli impegni familiari. Poi, un po’ sollecitati, si fanno avanti anche gli ascoltatori, qualcuno fa notare che quello che uccide il matrimonio è l’abitudine, il tran tran quotidiano e che forse non è vero che la signora Lantin del racconto di Maupassant non amasse il marito, anche se poi si scopre che lei aveva un amante. Lei riusciva a dare amore e tenerezza al marito tanto è vero che questi era felice, forse riusciva a dare amore e tenerezza al marito, molto più grande di lei di età., proprio perché compensava in altro modo il suo desiderio di un altro genere di amore.
Nessun giudizio morale è venuto dal nostro pubblico, giudizio di condanna nei confronti del tradimento della signora Latin, amante dei gioielli, ma molta umana comprensione. C’è chi ha ricordato che solo gli amori difficili diventano delle storie da raccontare, infatti alla fine delle favole si dice che gli innamorati alla fine si sposano e vivono felici e contenti e qui la storia finisce. Tutti contenti alla fine e molto grati per questi incontri che , come dice sempre Rosalia, sono un tempo che noi dedichiamo finalmente a noi stesse.
Giornata nazionale della letteratura per ragazzi
2 aprile 2006 - Scampìa - Inviato da Serena Gaudino
Il 2 aprile è un giorno importante per la letteratura per ragazzi: è la data di compleanno di Andersen e l’Ibby festeggia questa ricorrenza in tutto il mondo da quasi 50 anni. Da quest’anno, la festa si organizza anche in Italia, a Scampìa: un luogo simbolico e che ha voglia di cambiare grazie anche all’istituzione del primo Presidio del Libro della Campania. Un progetto a lungo termine che mira a sostituire le armi con i libri. Alla proposta fatta da parte dell’AIB e di AIB Commissione Ragazzi, nel corso di un convegno a Roma nel dicembra scorso, il Costituendo Presidio del libro di Scampìa, forte del lavoro finora svolto e pronto a cogliere le importanti offerte di collaborazioni, ha risposto con molto entusiasmo candidandosi come partner principale dell’operazione. Un evento prestigioso e simbolico: incontri, dibattiti presentazioni di novità librarie, laboratori, percorsi di lettura, saranno il fiore all’occhiello della Festa che è promossa interamente non solo dalle forze, pur deboli del territorio, bensì dai tanti soggetti, della filiera del libro, che vedono il sud e le zone depresse come Scampìa, luoghi in cui è indispensabile intervenire culturalmente contro l’indifferenza. Molte le Case editrici che hanno raccolto l’invito. Tante altre sono pronte ad offrire il loro contributo come le associazioni di categoria e le istituzioni, che speriamo fortemente presenti affianco a noi in questa avventura.
I temi
Un festa all’insegna della leggerezza, del divertimento e dell’allegria. Sono tre i temi portanti della prima edizione della Festa 2006 che ruota attorno al concetto di Resistenza e di voglia di riscrivere il futuro dei giovani di Scampìa. Il tutto condito da tanta musica, divertenti spettacoli, piccole performance per grandi e piccini!
Voci dalla Periferia – Vivere a Scampìa: è la sezione in cui si affrontano i problemi del quartiere. Incontri e dibattiti, proiezioni di film e raccolta di materiali inediti da parte dei bambini delle scuole di Scampìa. Un importante segmento culturale che si articola attorno alle domande: Quale futuro a Scampìa? Quali sono i gruppi, le associazioni, le realtà di movimento, gli operatori sociali che vi operano? Quali politiche sono state già attuate? Quali i progetti?
Ad Alta Voce – Le letture itineranti: è la sezione in cui confluiranno i vari interventi degli scrittori che interverranno a Scampìa. Incontri, presentazioni di libri, letture, spettacoli… tutti piacevolmente pensati per far avvicinare il pubblico alla lettura.
Chi cerca Trova – Biblioteche che passione: è la sezione dedicata agli incontri e ai dibattiti sul ruolo indispensabile che le biblioteche assumono nella società civile. Rappresenta il momento più professionale e d’incontro tra la lettura e la letteratura, tra editori e bibliotecari e operatori e insegnanti che potranno confrontarsi e presentarsi.
I costituendi Presidi del libro Campania fanno BLOG!!
comunicato stampa del 2 febbraio 2006 di Serena Gaudino
Un nuovo blog per gli appassionati della cultura e della letteratura.
I costituendi Presidi del Libro Campania mettono in rete le proprie iniziative sul blog www.presidicampania.splinder.com.
Uno strumento utile per lo scambio di informazioni, progetti, bibliografie, impressioni letterarie, notizie culturali in genere e specifiche per il mondo dell’editoria.
In un momento di grande fioritura di questo strumento adottato ormai molto in Italia anche dalla politica, Presidicampania vuole essere uno strumento di collegamento tra le varie realtà culturali che vivono per superare l’inciviltà la barbarie e l’analfabetismo. Come? Diventando missionari della cultura! Professando l’amore per i libri, per le idee, per la fantasia e l’immaginazione. Quando? Sempre! Attraverso l’organizzazione di feste del libro, dei lettori, mostre, eventi, progetti scolastici, attività insomma che portano il libro fuori dai confini istituzionali.
Il blog Presidicampania è una comunità allargata di persone che lavorano in questo senso: insegnanti, organizzatori di eventi, lettori, editori, giornalisti, appassionati di letteratura… tutti insieme per realizzare un progetto a lunga scadenza: creare centri di aggregazione culturale, biblioteche, eventi e festival che possano promuovere il libro quale bene prezioso e meritorio in tutta la Campania.
I progetti: I Presidi del Libro Campania sono in fase di costituzione a Avellino, Barra (quartiere di Napoli), Capua (Ce), Contursi (Sa), Giugliano (Na), Marano (Na), Mondragone (Ce), Nola (Na), Ponticelli (quartiere di Napoli), Scampìa (quartiere di Napoli), San Giovanni a Teduccio (quartiere di Napoli), Castellammare (Na), Ercolano (Na), Quartieri spagnoli (na), Santa
CAFFE' LETTERARI A SCAMPIA
Riceviamo da Antonio Caferra:
I prossimi incontri del Caffè Letterario di Scampia promosso dalla Sezione Didattica Area Nord dell'Ulten Auser Insieme:
TUTTI PAZZI PER LA JOLANDA DI SALGARI
Mantova ha lanciato l'idea, con un progetto annunciato in chiusura della scorsa edizione del Festivaletteratura (http://www.quicomincialalettura.it/). La formula è semplice, e richiama quella del "passaparola": si sceglie un romanzo (in questo caso La figlia del Corsar
o Nero di Emilio Salgari) lo si stampa in migliaia di copie e si distribuisce. Pare che funzioni. A Mantova i cittadini sembrano aderire con interesse: biblioteche, scuole, locali pubblici organizzeranno incontri collettivi sul tema. Ne ha parlato Michele Smargiassi su "La Repubblica" di ieri. Che ve ne pare?
MANTOVA E SALGARI, LETTURA COLLETTIVA CON "JOLANDA, LA FIGLIA DEL CORSARO NERO"
di Michele Smargiassi da "La Repubblica" del 20/01/2006
MANTOVA - Tutti pazzi per Jolanda. Almeno quelli che già la conoscono. Ma è probabile che entro un mese tutta Mantova arderà di passione. "Sedici anni, alta e flessibile come un giunco, dalla pelle pallidissima, quasi alabastrina, due occhi grandi, d'un nero intenso, e lunghe ciglia che lasciano cadere sul viso la loro ombra, capelli neri come l'ala di un corvo, legati da un filo di perle azzurre". Che importa se nessuno l'ha mai vista, se non nei disegni di Alberto Della Valle che non rendono giustizia alla sua fama. Che importa se Jolanda non è mai esistita, se non nella fantasia di uno scrittore. Jolanda ha cent'anni: è La figlia del Corsaro nero, l'eroina bucaniera di Emilio Salgari, prima edizione 1905. Alla sua bella e tonda età torna all'arrembaggio: espugnerà l'immaginario collettivo di un'intera città, nel più ambizioso e originale esperimento di lettura condivisa mai tentato in Italia. Ventimila copie del romanzo stampate e regalate a tutti i cittadini, una copia ogni due abitanti alfabetizzati, corredate dal caldo invito a leggere, nelle stesse settimane, lo stesso libro. Poi nient'altro: solo l'attesa che il contagio si diffonda, che il gioco prenda piede; e la curiosità di vedere quel che accadrà. Quel che potrà fare una città immersa nella medesima storia, rapita da una trama, sedotta da un personaggio letterario. "Noi non siamo organizzatori, non ci sono spettatori, la speranza è che tutto accada da sé, che si discuta su Jolanda al bar, in pizzeria, a scuola, al lavoro, nelle riunioni sindacali", sogna Luca Nicolini, libraio, che a sé e agli amici del comitato del Festival Letteratura attribuisce solo il ruolo di volano di un evento culturale anomalo e dagli esiti imprevedibili. L'idea non è inedita: fu la biblioteca cittadina di Seattle, Usa, a inventare nel 1998 la lettura simultanea di massa dello stesso libro; lo schema One book, one community è poi dilagato in 46 stati americani, in Australia, in Canada, in Gran Bretagna: "Mai però nella dimensione delle decine di migliaia di lettori coinvolti", s'inorgoglisce Laura Baccaglioni, che ha condotto l'istruttoria. Cosa farà Mantova di Jolanda?
Quel che si muove prima ancora che il libro sia distribuito (lo farà in piazza Erbe alla mezzanotte del 3 febbraio un Davide Riondino con benda sull'occhio) è sorprendente. La Jolanda craze è già esplosa.
Spontaneamente, incuriositi solo dal sito internet quicomincialalettura. it, da cui si può anche scaricare il romanzo integrale e a cui si può annunciare il proprio contributo, a decine si sono aggregati al gran gioco: biblioteche, questo è ovvio, con letture animate, cacce al tesoro e conferenze, ma anche singoli lettori, classi elementari, amici del bar.
Nella bacheca del sito, barcaioli promettono crociere giamaicane sul Mincio, pasticcieri e ristoratori preparano le pentole (torta Jolanda ai sapori caraibici, caffè Jolanda speziato, menù Jolanda creolo, agnolotti Jolanda al ripieno misterioso, frittelle del corsaro), panettieri e droghieri i forni (panini Tortuga a forma di teschio), scuole di danza rispolverano bolero e fandango, estetisti ricercano quel pallore impareggiabile, quelle ciglia ombrose, sarti ridisegnano la "mantiglia di seta nera con pizzi di Venezia", ragazzine si offrono per riassunti a uso dei pigri, scolaresche fanno collette per aumentare la tiratura del libro, un gruppo esperantista lavora alla traduzione. Una radio leggerà il romanzo tutto di filato in una maratona a staffetta, i due quotidiani cittadini lo pubblicheranno uno a feuilleton l'altro in forma di sequel scritti dai lettori, studi dentistici e lavanderie lo offriranno ai clienti in anticamera o assieme ai pantaloni stirati, e per chi ha più entusiasmo che idee è a disposizione una task force di pronto supporto creativo filibustiere. "È bastata una spintarella e la fantasia è esplosa", gioisce Marzia Corraini, editrice del volumetto con la copertina amaranto (volumone: trecento pagine in un bel corpo 13 perché lo possano leggere anziani presbiti e bambini sillabanti) che va in tipografia in queste ore, "il tipografo s'è commosso, Jolanda fu il suo primo libro di lettura, ne ha stampate un po' di copie per sé".
Non è un caso la scelta di Jolanda, romanzo di sicuro effetto, storia classica, con incipit acchiappa-lettore ("Quella sera la taverna El Toro, contrariamente al solito, brulicava di persone..."), colpi di scena, agnizioni, battaglie, personaggi cattivi-cattivi (il capitano Valera), cattivi che diventano buoni (il conte di Medina) e buoni che sembrano cattivissimi (i compari Carmaux e Wan Stiller), macchiette comiche (don Raffaele), una protagonista fanciulla, fragile e scatenata (a volte sviene, a volte squarta caimani), un climax in cinemascope (l'assalto dei pirati a Panama) e l'ovvio happy end (nozze dell'eroina col masnadiero Morgan). Il requisito tecnico era un romanzo senza diritti d'autore, per poter essere ristampato, fotocopiato, e-mailato senza rischi. Ma c'erano molti candidati. Nievo, Capuana, Virgilio e Dante: tutti scartati per sospetta o manifesta impervietà. Perfino Manzoni ha ceduto: troppo segnato dalle fatiche scolastiche per riassumerlo e commentarlo ("Ma verrà il momento di riscattare i Promessi sposi dal loro infelice destino di libro di testo", promette Nicolini). Salgari s'è imposto da sé. Autore popolare, facile ma anche snob (il club dei salgariani vanta fior di intellettuali, da Umberto Eco a Paco Ignatio Taibo). Si capirà solo alla fine se l'esperimento di lettura comunitaria avrà dato un prodotto netto culturale positivo. "Di sicuro farà bene alla comunità. Se farà bene anche alla lettura, tanto meglio", osserva da lontano Luca Ferrieri, il bibliotecario di Cologno Monzese che da alcuni anni ha lanciato in Italia l'esperienza dei "gruppi di lettura", anch'essa un'invenzione anglosassone. "La lettura è un'esperienza individuale, ma ciò che un libro deposita nel cuore del lettore può essere messo in comune". I gruppi, una trentina in Italia (ma mezzo milione negli Usa) sono però piccole comunità di affini, mai più di trenta, di solito amici.
La scommessa di Mantova è sulla massa indifferenziata. Scommessa, e rischio. Il rischio è che il libro sia travolto dal para-libro, il piacere della lettura sopravanzato da quello della festa e del gioco. Perché è l'effetto ludico ad aver scatenato nei mantovani la produzione collettiva ed entusiasta del merchandising piratesco. La metamorfosi della fantasia letteraria in oggetti di consumo, la proliferazione di happening a marchio corsaro, il serpeggiare di un tormentone verbale (l'esclamazione "Tuoni d'Amburgo!" già rimbalza tra i primi lettori) che stanno trasformando questa città in una succursale della Tortuga ricordano altre, meno spontanee promozioni: quelle legate ai film di cassetta, ai serial, ai reality televisivi. Cioè, oggi, le uniche occasioni in cui una medesima storia di fantasia coinvolge contemporaneamente un gran numero di persone. Di J. R., di Indiana Jones e perfino di Taricone in effetti si parlò nei bar d'Italia: a Renzo Tramaglino o ad Anna Karenina non è mai capitato (se è per questo, neppure ai personaggi di Stephen King).
Che gli amanti della lettura, emarginati nelle loro biblioteche fuori moda, abbiano trovato la via della rivincita? Per dimostrare, almeno una volta, che anche il libro sa riempire i sogni ad occhi aperti di una comunità, come fa un film o una telenovela, magari meglio? "Non ci interessa sfidare la tivù", smentisce Nicolini. Però, se un mazzetto di obsoleta carta inchiostrata beffasse i miliardi tecnologici del Grande Fratello, per mille barili di aringhe salate!, sarebbe davvero un bel raid filibustiere.
I FUORICLASSE
inviato da Daniela Gugliotta
Tappeto e cuscini all'Istituto Magistrale "Carlo Levi" di Marano e ho cominciato il mio progetto di lettura. E' fantastico! Ci chiamiamo i "FUORICLASSE". I ragazzi si divertono, tutti ci guardano e ci invidiano. Da questo mese, siccome sono diventasta bibliotecaria, organizzerò letture anche per le altre classi. Con una classe di 13 ragazze abbiamo fatto una lettura simultanea di Novecento di Alessandro Baricco e ci siamo fatte delle foto. Poi a dicembre sono andata a Roma e ho consegnato a Baricco una copia della foto con le dediche e i commenti delle mie alunne e mi sono fatta autografare le altre 15 copie per noi. E' stata una missione al limite dell'umano. Ho dovuto chiedere a Domenico Procacci di intercedere e di aiutarmi, in mezzo ad una folla oceanica di fan assatanati stipati nel microscopico stand di Fandango.
A parte questa faticata la fiera di Roma è stata bellissima e utilissima. Ho comprato dei libri e ho preso contatti con case editrici che sarebbero disposte a portarci gli autori. La mia prossima idea è lavorare con Magic People di Giuseppe Montesano; preparare delle letture a più voci e incontrare l'autore, che mi ha promesso che verrà a scuola.
Riceviamo da Marinella Pomarici e volentieri pubblichiamo:
ORTESE AI QUARTIERI SPAGNOLI
Cari amici, l'associazione "A voce alta" ha organizzato il quarto incontro di lettura alla scuola Baracca in vico Tiratoio. Carlo Damasco ha letto per grandi e piccoli il racconto di Annamaria Ortese Un paio d'occhiali; ed ha fatto vedere anche il suo video tratto dal racconto. Questa volta la nostra iniziativa ha avuto un certo successo e c'erano anche posti in piedi, grazie all'aiuto di alcune insegnanti e di alcune mamme della scuola. Tutti hanno ascoltato e visto con grande attenzione. Forse stiamo riuscendo nel nostro intento di portare alla lettura chi abitualmente non legge. Purtroppo abbiamo, solo per pochissimo, potuto parlare (anzi, far parlare) e confrontare il racconto ed il video che hanno due conclusioni diverse, anche se mi sembra che Carlo Damasco ben rappresenti in immagini lo sguardo lucido e non compassionevole della Ortese. Ci potete dare qualche suggerimento relativamente a racconti brevi, interessanti e piuttosto accessibili come linguaggio? Possibilmente qualcuno non tristissimo!...
Riceviamo da Marinella Pomarici e con piacere pubblichiamo:
A VOCE ALTA
E' appena nata l'associazione culturale Onlus A VOCE ALTA, che organizza incontri di lettura ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Il primo incontro con il pubblico si è tenuto lo scorso 28 novembre, nel I Circolo Didattico - Scuola Media F. Baracca di vico Tiratoio, dove l'attrice Rosaria De Cicco ha letto il racconto di Valeria Parrella "Dritto, dritto negli occhi". In quell'occasione, oltre agli amici dei soci, siamo riusciti a coinvolgere alcune allieve di terza media con le loro mamme, che sono sembrate entusiaste. Il 14 dicembre, nella chiesa di San Carlo alle Mortelle, l'attore Peppe Barile ha letto un racconto di Tolstoj. L'obbiettivo della nostra iniziativa vorrebbe essere quello di portare ai nostri incontri le persone residenti nei Quartieri Spagnoli, che non sono abituate a questi divertimenti, ma qua sta il difficile. Gli insegnanti della scuola ci stanno aiutando e prima delle vacanze di Natale, in occasione dei loro incontri con le famiglie, hanno presentato la nostra iniziativa, che sembra riscuotere un certo interesse. Analogamente, i parroci ci stanno dando una mano. Ecco il programma dei nostri prossimi incontri:
- il 29 dicembre alla Fondazione Mondragone, alle ore 17, Raffaele Esposito leggerà "Andreuccio da Perugia";
- il 9 gennaio, nuovamente alla Scuola Baracca, Carlo Damasco, sempre alle ore 17, leggerà "Un paio di occhiali" di Annamaria Ortese.
Continueremo ad incontrarci con il nostro pubblico, che auspichiamo diventi sempre più numeroso, alternativamente nella scuola e nella chiesa, ogni 15 giorni. Ci piacerebbe avere il vostro punto di vista. Ci farebbe piacere essere anche a Scampìa, con i Presìdi del libro, dove potremmo organizzare una lettura ad alta voce con uno degli attori conosciuti grazie a Marita D'Elia (forse, lo stesso Peppe Barile potrebbe leggere Magic People), e per quell'occasione vorremmo anche segnalare il sito Web "Alice nel paese dei bambini", della nostra amica Rosella Picech, esperta proprio di editoria per ragazzi. Un saluto a tutti.
Marinella Pomarici.