PROFESSIONE CANTASTORIE
di Fabrizio Coscia
Vanno in giro per il mondo a raccontare storie, come il narratore Naftali della novella di Isaac Singer, che passa la sua vita da vagabondo con il fedele cavallo Sus, raccogliendo e diffondendo storie. Inoltre, tengono stage e seminari, dirigono scuole, partecipano a festival internazionali, e soprattutto sono presenti in rete, che pullula di newsgroup, blog, siti web e mailing list. Sono gli storyteller, versione aggiornata e anglosassone degli antichi cantastorie, una tradizione che affonda nella notte dei tempi e che pure, per molti, è il vero fenomeno culturale del momento, riuscendo a coniugare memoria del passato e nuove tecnologie. Tim Sheppard, ad esempio, storyteller di Bristol, ha dedicato al tema un sito internet dettagliatissimo, che contiene, tra l’altro, una esauriente FAQ, ovvero una lista di risposte alle domande più ricorrenti sull’argomento (www.timsheppard.co.uk/story). Inutile, però, cercarvi una definizione precisa di storytelling, che per Sheppard è semplicemente «indefinibile», perché niente potrebbe restituirne il senso esatto, e ciascun storyteller darebbe una risposta diversa. Dei punti fermi ci sono, però: lo storyteller non legge mai da un libro, quando recita le sue storie; semplicemente le racconta. La sua è una forma d’intrattenimento, ma anche una lezione di saggezza e divertimento per grandi e piccoli. E soprattutto è un’arte. Un’arte con radici preistoriche (come dimostrano i racconti di caccia), basata sull’interazione, sulla comunicazione dal vivo. Come gli antichi aedi, o i giullari medievali, lo storyteller attinge alla cultura orale, alla parola detta, al suo potere magico e alla sua fascinazione. Jan Blake (nata a Manchester da genitori giamaicani), è uno dei più noti storyteller britannici: tiene seminari in tutta Europa, ha partecipato ai più importanti festival, e ha collaborato con numerosi teatri inglesi, come il Royal National Theatre e con la London Philarmonic Orchestra. Ama le fiabe del folclore africano e caraibico, e ama filtrarle attraverso la cultura europea. Così racconta di palazzi favolosi nella terra d’Africa, e di re e principesse dalla pelle nera. «Per quanto mi riguarda, raccontare storie è un modo per parlare delle mie radici - dice -. Gli europei conoscono molto poco della cultura africana. A volte il pubblico bianco, quando racconto le mie fiabe, si stupisce che anche in Africa possano esistere re e principesse che vivono in grandi castelli, proprio come nelle loro. Raccontare favole per me vuol dire riconquistare l’esperienza antica dei miei antenati. Riprendere quel filo spezzato dalla tragedia della schiavitù. Capire chi sono, ricostruire quel triangolo fra Africa, Europa e Caraibi che fa parte della mia storia». E mentre lo storytelling si diffonde in tutto il mondo, l’Italia, che pure vanta una nobilissima tradizione popolare, prevalentemente nel Sud, non risponde all’appello. Qui da noi, infatti, il vecchio «cantastorie», che raccontava con l’aiuto del canto e spesso di un cartellone illustrato vicende ispirate perlopiù a fatti di cronaca nera (dalle avventure del bandito Giuliano a quelle della Baronessa di Carini), è praticamente scomparso, senza lasciare «eredità d’affetti», se non, forse, nel «teatro di parola» dei vari Paolini, Baliani e Celestini. Ed è una scomparsa legata in qualche modo al generale declino delle tradizioni folcloriche (dopo la grande abbuffata degli studi etnologici degli anni Settanta) e alla progressiva italianizzazione dei dialetti. «Durante i miei seminari in Italia con il British Council - dice la Blake - ho incoraggiato molto gli insegnanti a utilizzare le Fiabe italiane di Italo Calvino, che amo moltissimo. Mi sorprende che se ne faccia così poco uso nelle scuole». Ma qual è il segreto per diventare uno storytelling? «Raccontare una favola a una persona che ami e che sai che ti ascolterà. Concentrarsi su una storia in particolare che desideri raccontare, e continuare a cercare storie che ti appassionano. Lasciarsi trasportare e divertirsi mentre si racconta: prima o poi ti riconosceranno come un vero storyteller». Certo, poi ci sono regole precise per raccontare storie: pause, respiro, ritmo, gioco, mnemotecnica, ma soprattutto immaginazione, capacità di descrivere suoni, colori, odori, atmosfere. Dice Stefani Koorey, storyteller statunitense: «Bastano due elementi: un performer e un testimone. L’unico caso in cui non può esserci storytelling è quando non c’è nessuno ad ascoltarti. Ma chi non avrebbe voglia di ascoltare una fiaba? Chi non vorrebbe tornare ad essere il bambino che è stato?» Su un punto, gli storyteller sono tutti d’accordo: le storie devono conservare intatto il loro mistero, per durare e fecondare l’animo di chi ascolta, per regalargli tutte le paure e le gioie dell’uomo. «Le fiabe siamo noi, noi siamo fatti di storie - dice la Blake -. Potremo essere globalizzati e computerizzati quanto vogliamo, ma gli uomini avranno sempre bisogno del contatto umano e avranno sempre voglia di dire o ascoltare: ”è successo questo, e poi quest’altro”…». Proprio come una fiaba, che comincia con quell’apriti sesamo della fantasia che è sempre stato il «c’era una volta» della nostra infanzia.
I principali festival legati allo storytelling: a luglio, a St Donat’s Castle, Vale of Glamorgan, nel Galles; a novembre-dicembre, ad Amiens, in Francia; in ottobre, a Jonesborough, Tennessee, Usa; a giugno, a Yukon, in Canada e a Ljungby, in Svezia; tra agosto e settembre, di nuovo in America, a Orem, Utah, Usa. In Italia c’è il «Festival nazionale dei cantastorie» (luglio-agosto), che si svolge a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Abbondano inoltre i siti web, tra i quali www.emerson.org.uk; www.bleddfacentre.com; www.lamaisonduconte.fr; www.storytellingtoronto.org.
SCONFINATAMENTE – a Roma dal 16 al 22 gennaio
postato da Serena Gaudino
Anche Roma dal prossimo 16 gennaio avrà il suo festival delle scienze. Si chiama “Sconfinatamene” e si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica fino al 22 gennaio. Alcuni dei più grandi esperti e scienziati del mondo sono chiamati a rispondere sul tema: “I confini della mente”. Tra i nomi più accreditati si potrà incontrare Enrico Alleva, Michael Gazzaniga, Lamberto Maffei, Steven Rose, Telmo Pievani. Qui di seguito il programma delle attività che l’ENEL, sponsor principale della manifestazione, proporrà. ENEL PER LA SCIENZA: A "SCONFINATAMENTE" GIOCHI, SPETTACOLO E INFORMAZIONE PER DIFFONDERE LA CULTURA DELL'ENERGIA L’azienda è presente al Festival della Scienza di Roma, all’Auditorium dal 16 al 22 gennaio, con una serie di iniziative per ragazzi e adulti all’insegna del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente. Consolidare la cultura dell’energia, dando energia alla cultura. Enel partecipa alla prima edizione di “Sconfinatamente”, il Festival della Scienza di Roma come sponsor e come divulgatore della conoscenza e della ricerca. L'iniziativa rientra nell’ambito di Energiaper, il programma di Enel per la cultura, la ricerca scientifica, l’ambiente e lo sport. Alla rassegna romana, che si svolgerà all’Auditorium dal 16 al 22 gennaio, Enel presenta una serie di iniziative per avvicinare ragazzi e adulti al mondo dell’energia. “Dalla Scienza e dall’innovazione dipendono il benessere e lo sviluppo del nostro Paese. In particolare nell’energia – ha detto Fulvio Conti, Amministratore Delegato di Enel – la ricerca che esplora le nuove frontiere della tecnologia è fondamentale per aumentare l’efficienza, ridurre l’impatto ambientale e per produrre di più a costi minori. Oltre 200 ricercatori lavorano in Enel nello sviluppo di tecnologie amiche dell’ambiente, nel risparmio energetico e nell’innovazione. Sosteniamo iniziative di divulgazione come il Festival della Scienza di Roma, perché avvicinano il grande pubblico al sapere scientifico. Creare valore per un Paese vuol dire anche contribuire alla sua crescita sociale e culturale”. Queste le iniziative di Enel a “Sconfinatamente”: Venerdì 20 gennaio, ore 21.00 – Sala Petrassi, ingresso libero: Il ricercatore e conduttore televisivo Mario Tozzi presenta uno spettacolo per ragazzi e adulti dal titolo “Il pensiero della luce”, un viaggio nella storia dell’umanità alla scoperta dell’energia della natura, del corpo e della mente. Energia in gioco – tutti i giorni – Spazio Serra, ingresso gratuito: Si tratta di un gioco a premi sul mondo dell’energia. I ragazzi, attraverso quiz e domande interattive, potranno entrare in contatto in modo divertente con il mondo dell’energia, dalle fonti da cui si produce, alle modalità di utilizzo razionale per un consumo consapevole. Corner sull’efficienza energetica – Foyer Sala Petrassi: Nell’ambito della campagna “Consuma intelligente”, promossa in tutta Italia da Enel insieme ai Ministeri delle Attività Produttive e dell’Ambiente per sensibilizzare e informare i cittadini su un uso più razionale dell’energia, verrà distribuita una guida con tutti i consigli per utilizzare al meglio gli elettrodomestici risparmiando sulla bolletta e verranno regalate 10.000 lampadine a basso consumo. ENERGIAPER … CULTURA, SCIENZA, NATURA E SPORT Enel offre da sempre il suo contributo anche alla crescita socio-culturale del Paese, contribuendo alla ideazione e promozione di progetti in ambito nazionale e locale. Enel, apre le sue centrali al pubblico trasformandole in luogo di festa, di aggregazione e di fruizione artistica. Durante l’anno gli impianti, visitati da migliaia di persone, ospitano mostre, concerti, giochi, letture, itinerari didattici: una occasione questa anche per far conoscere il patrimonio umano, storico e tecnologico presente negli spazi industriali. In questo contesto si inserisce Energiaper, il programma di Enel per la cultura, la ricerca scientifica, l’ambiente e lo sport. ENERGIAPER la scienza Enel investe molte risorse nella ricerca scientifica, in particolare attraverso i Centri di Ricerca sul territorio, in particolare a Pisa e Livorno, per garantire uno sviluppo energetico sostenibile. Diverse le iniziative ideate anche per soddisfare il crescente bisogno di conoscenza del pubblico e per promuovere in ambiti nuovi il sapere scientifico. Nel 2005 ha organizzato, in collaborazione con il Teatro Eliseo di Roma, "La parola contesa tra filosofia e scienza", un ciclo di incontri con grandi interpreti del sapere. Enel, inoltre, collabora con il Festival della Scienza di Genova alla realizzazione di iniziative didattiche e culturali. ENERGIAPER la musica Nel 2005, è diventata partner dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e ha lanciato il tour "Cento concerti Enel" con grandi artisti della musica italiana. Dal 2003 è socio fondatore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro alla Scala. In questo ambito si colloca "L’energia che si ascolta", il progetto per la promozione della musica classica su tutto il territorio nazionale. Enel, inoltre, collabora con il Bologna Festival. ENERGIAPER la natura Enel valorizza gli aspetti ambientali e culturali delle aree vicine agli impianti attraverso progetti realizzati nell’ambito del programma Natura e Territorio, in collaborazione con istituzioni, enti locali, associazioni ambientaliste e sportive, aziende di turismo. Nel 2005, Enel ha pubblicato la Guida "I piaceri dell’energia" (seconda edizione), in collaborazione con Gambero Rosso e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. ENERGIAPER l’arte Il programma si articola in progetti di illuminazione artistica e restauro, mostre, eventi culturali. In questo ambito si colloca la partecipazione alle mostre "Montecitorio e la bella pittura. 1900-1945" (Fondazione della Camera dei Deputati), "Eroi etruschi e miti greci: gli affreschi della tomba François tornano a Vulci" (Civita), "Vladimir Skoda" (Comune di Pisa). ENERGIAPER lo sport Dal 2003, Enel collabora con la Lega Nazionale Dilettanti al progetto biennale "Eppure, il muscolo più importante di un calciatore è il cuore" che intende promuovere i valori genuini del calcio dilettantistico coinvolgendo tutti i tornei e i campionati minori, a livello regionale e provinciale. Quest’anno, inoltre, insieme al CONI e all’USSI ha lanciato "Tribuna Sportiva", il primo giornale on line sulla lealtà sportiva realizzato esclusivamente da giovani aspiranti giornalisti sportivi.