Minimondi - Inaugurazione con convegno internazionale
Parma - 18 febbraio 29 marzo 2006
di Serena Gaudino
Si è svolto a Parma, nella splendida Casa della Musica (18 e 19 febbraio scorsi), ad apertura della Sesta edizione del festival della letteratura per ragazzi Minimondi un convegno internazionale dal titolo Cavoli e cocogne: dove nascono i libri per bambini?
Moltissime le informazioni, utili soprattutto per gli operatori del settore. Librai e ditori da alcune delle realtà più forti editorialmente hanno portato all'attenzione del pubblico le loro idee e la loro produzione. Tra gli interventi della prima giornata sicuramente il più intrigante è stato quello di Vicente Ferrer Azcoiti della Media Vaca (in Spagna) ma anche Klaus Flugge ha detto la sua sul mercato inglese così avaro nei confronti degli italiani. tra gli altri editori c'era Jacques Binsztok delle Editions du panama (Francia), Thierry Magnier delle Editions Thierry Magnier (France),Jacques Dohmen della Querido (Olanda), Friedbert Stohner della Hanser (Germania), Herwing Bitsche di NP Verlag (Austria), Tereza Horvath di Baobab (Repubblica Ceca) e Francine Bouchet di La Joie de Lire (Svizzera).
Il problema più grosso ancora una volta restano gli accorpamenti di marchi e la crescita dei colossi editoriali. Ma anche quelli librari a cui però, secondo molti, soprattutto gli inglesi, non si può rinunciare: nel senso che non si può decidere, visto l'andamento del mercato, di uscire fuori dalla grande distribuzione. Eppure qualcosa sta cambiando. Fondamentalmente ciò che cambia è la sensibilità dei piccoli editori e la voglia di creare libri nuovi che facciano sognare. La pensa così Binsztok il quale apostrofa, nella giornata del 19 dedicata agli italiani, appunto, gli editori italiani come razza troppo creativa, troppo coinvolti in prima persona e non abbastanza distaccati da lasciare all'autore soltanto l'accezione di artista. Non tutti d'accordo su questa ultima affermazione, gli editori presenti alla tavolarotonda: Fausta Orecchio (Orecchio acerbo), Paolo Canton (Topipittori), Francesca Archinto (Babalibri), Paolo Stanese (El), Matteo Codignola (Adelphi - Cavoli a merenda - che non ha ben chiaro il mercato a cui si rivolge visto che pensa che in Italia esistano soltanto 2 librerie per ragazzi) e Marzia Corraini (Corraini Edizioni). Il problema non è effettivamente questo ma soprattutto quello che l'Italia non beneficia ancora di una legge chiara sull'editoria. Non c'è nulla al momento che possa aiutare gli imprenditori che vogliono navigare in questo mondo a capire come orientarsi. E si va a casaccio: per vendere e pagare gli stipendi, comprare senza farsi comprare ma soprattutto rendersi evidenti in libreria affianco, almeno, ai colossi nazionali che vanno per la maggiore.
I cambiamenti, le evoluzioni del settore editoriale nel panorama internazionale sono tanti. Ma l'Italia continua ad arrancare in stato confusionale disperdendo forze ed energie tra i tanti piccoli che non riescono a imporsi significativamente sul mercato anche con opere di altissima qualità.
A conclusione dei vari interventi c'è stato quello di paola Quint della Children's Book Council (Stati Uniti): una realtà troppo vasta e lontana dalla nostra: 10000 librerie, 250000 biblioteche... e chi più ne ha più ne metta.
L'evento Minimondi è organizzato dalla Libreria Fiaccadori in collaborazione con la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani di Bologna.
NON SI VIVE DI SOLO BARICCO...
Giunto alla quarta ristampa il testo Sanguineti/Novecento, Conversazioni sulla cultura del ventesimo secolo a cura di Giuliano Galletta edito da Il Melangolo. In poche settimane il libro ha venduto 9.000 copie, un numero di tutto rispetto considerato che Sanguineti, pur celebre, è spesso relegato dai lettori nella schiera degli intellettuali più elitari. Il libro è una raccolta di riflessioni di Edoardo Sanguineti sul secolo scorso, riflessioni che si snodano intorno a temi fondamentali che vanno dall´ideologia alla guerra, dalle avanguardie alla musica e al teatro, dalla filosofia al realismo, dal cinema alla televisione, dalla psicoanalisi all´erotismo, per concludersi con la morte.
A ottantasei anni, cinquanta libri, centinaia di incontri pubblici e altrettanti articoli apparsi su tutte le più importanti testate del mondo, Doris Lessing esercita ancora un fascino violentissimo.
Due libri, in pochi mesi, hanno riportato su di lei l’attenzione dei media e del popolo dei lettori. Da un lato “Le nonne” edito da Feltrinelli che raccoglie tre lunghi racconti il primo dei quali dà il titolo al libro, dall’altro “Mara e Dann”: una favola futuristica tra realismo e fantascienza, uscito in Inghilterra nel 1999 e oggi tradotto in Italia da Fanucci (editore anche di “Memorie di una sopravvissuta”) per la prima volta.
“Mara e Dann” è la storia di due ragazzini che in una notte di trambusto, in Ifrik – l’Africa del futuro - vengono portati via dalla propria casa, strappati dalla famiglia e gettati in una vita d’avventura pericolosa e drammatica. Ed è il futuro di Doris Lessing a incuriosire: lande desolate distrutte da eventi calamitosi, città devastate dalla rivoluzione tecnologica, famiglie frammentate, bambini abbandonati in gang che seminano violenza, e bambini raggruppati in utopiche comuni autogestite, orde di nomadi in cerca di qualcosa di indefinito avvezzi alla trasmigrazioni: da un luogo fisico a un diverso luogo dell’anima, ecco gli elementi chiave della Lessing ultima maniera.
Signora Lessing, è mai stata a Napoli?
«No, purtroppo no. O almeno non ancora. Tanti anni fa sono stata in Italia per un periodo abbastanza lungo ma qualcosa mi ha sempre trattenuto in un altro posto».
Però in “Memorie di una sopravvissuta” lei è riuscita, circa trent’anni fa, a descrivere una città europea che per certi versi potrebbe essere la Napoli di oggi.
«Sì, certo potrebbe essere Napoli come ogni altra città di oggi massacrata e scossa dalla rivoluzione tecnologica e quindi dallo stesso male di civiltà: problemi, dinamiche, paure, ansie e violenze».
Tra l’altro anche Napoli come molte città del mondo, anche se in modi diversi, è afflitta dal fenomeno delle baby gang.
«Be’, il fenomeno delle baby gang è vasto, complesso e con radici nell’antica Bisanzio. Lì c’erano orde barbare di ragazzini che razziavano letteralmente il territorio e per liberarsi di questi crudeli personaggi il popolo faceva in modo che le bande si affrontassero tra loro e si eliminassero a vicenda. Nei miei libri non faccio altro che fotografare un malessere di fondo comune a tutti».
Parliamo di “Mara e Dann”: un romanzo con un risvolto politico che lancia anche violente provocazioni.
«Qui ho lanciato l’allarme sul disastro sociale e ambientale che stiamo vivendo. E lo dice lei stessa confrontando la mia letteratura con la sua Napoli».
In questo libro scritto ormai cinque anni fa lei coglie l’occasione per commentare i peccati e la debolezza dell’umanità di oggi, per parlare di guerra, schiavitù, razzismo e discriminazione sessuale.
«Molti di questi problemi sono trattati nei miei libri e lo scopo è unico: mettere in risalto la capacità di amare del genere umano».
In qualche caso le donne che tratteggia sembrano donne italiane e soprattutto napoletane: incantate, protettive.
«Oh, ma le donne napoletane credo che siano uguali a tutte le donne, troppo protettive nei confronti dei bambini di oggi, partoriti dalla crisi e dalla catastrofe ma che inevitabilmente si avviano verso il disastro. Spiacente di dirlo, ma la pace di questi ultimi 50 anni di storia europea finirà, non dobbiamo illuderci, non durerà ancora».
Ma allora sarebbe meglio non farli i figli?
«Non dico questo, anzi. Le donne devono continuare a farli e in particolare le donne italiane. Trovo curioso che l’Italia, paese ricco e evoluto, abbia un tasso di natività così basso da farla stare in coda ai paesi europei».
Lei è molto legata al mondo dell’infanzia e della prima adolescenza, perché?
«Perché a quell’età i miei protagonisti non hanno ancora scudi, saracinesche e quant’altro. Sono malleabili e allo stesso tempo crudeli e cinici, ma inconsapevolmente. A quell’età, i personaggi possono essere ciò che vuoi. Sono perfetti per delimitare la fine di un mondo e l’inizio di un altro».
L’attuale guerra al terrorismo sta facendo molte stragi in occidente e in Iraq. Che posizione ha assunto nei confronti del suo governo?
«C’è una strana tendenza nel credere che i romanzieri siano in grado di dare delle risposte. Ma io non ne ho. E tra l’altro, oggi siamo in Iraq: nessuno ci ha chiesto un parere contrario o favorevole. Siamo lì nonostante il fatto che milioni di persone in tutto il mondo avessero sfilato contro la guerra. Ho l’impressione che persone come Blair, Putin e Berlusconi siano attratte da quelle che considerano loro padri protettivi, e così Blair segue Bush, Berlusconi segue Blair e Bush, e Putin tutti gli altri per non sentirsi escluso».
La intrigherebbe scrivere un romanzo ambientato in un’epoca futura con un protagonista d’eccezione come il Vesuvio?
«Oh sì, ma prima spero di vederla questa città e di innamorarmene come è successo per tutte le città italiane che ho avuto la fortuna di visitare».
Pubblicato su La Repubblica – Napoli di sabato 23 ottobre 2004.
Continua ad attrarre attenzione il forum aperto da Guido Trombetti, rettore della Federico II, sull'individuazione, sul modello di mantova, del libro da far leggere ai napoletani. Moltele proposte: in testa però pare che resista Robinson Crusoe di Daniel Defoe. Intanto il giornalista Francesco De Core, in un suo pezzo apparso il due febbraio riassume i vari titoli votati dai lettori e naturalmente dagli studenti universitari. Qui elenco alcuni dei titoli di cui forse, val la pena innamorarsi:
La peste di Albert Camus
Ritorno dall'India di Abraham Yehoshua
Essere senza destino di Imre Kertész
Le città invisibili di Calvino
Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi
La storia di Elsa Morante
I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante
Il resto di niente di Enzo Striano
Alfabeto napoletano di Renato de Falco
A questi aggiungerei (serena gaudino)
Cent'anni di solitudine di Garcia Marquez
Paradiso di Lezama Lima José
L'isola di Arturo di Elsa Morante
Canti del Caos II di Antonio Moresco
Manoscritto Trovato a Saragozza di Jan Potocki
... continua...
GUERRA AI LIBRI-GIOCATTOLO
postato da Serena Gaudino
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1228703.html
Non si può stare tranquilli!! Eppure il settore dell'editoria non era ancora stato minato dal business facile e veloce, dalla mania consumistica del Natale. Ma al peggio non c'è mai fine e... leggete cosa succede nell'Italia dell'est: a Trieste sono stati sequestrati 40 mila Libri Giocattolo privi del marchio Ce...
- L'operazione, che segue di pochi giorni quelle portate a termine in due supermercati di Trieste dove erano stati sequestrati giocattoli e peluche privi di marchio, ha visto gli uomini delle Fiamme Gialle impegnati nel campo dell'editoria per bambini. Nel mirino della Guardia di Finanza sono finite due grosse societa' editoriali che sede nel Nord Italia che operano in tutto il territorio nazionale con oltre 100 punti vendita. Tra questi due importanti librerie in Friuli-Venezia Giulia dove i finanzieri triestini hanno proceduto al sequestro di oltre 6 mila libri-giocattolo, un forte quantitativo da far pensare ad un 'giro' natalizio piu' consistente, tanto da indurre la Guardia di Finanza ad un controllo capillare in tutta Italia. Il lavoro con la ricerca e la valutazione e classificazione dei numerosi libri presenti nelle rivendite, ha sinora portato al sequestro di 40 mila libri e libri-giocattolo privi del marchio 'Ce' e quindi illegalmente posti in vendita, nonche' al ritiro immediato di rilevanti quantitativi non a norma autonomamente tolti dagli scaffali dagli stessi esercenti prima dell'intervento dei militari. A quanto appreso dagli investigatori molti di questi libri, gran parte prodotti in Cina e Thailandia, sono stati immessi per la vendita e commercializzazione nel circuito dell'Ue privi delle obbligatorie certificazioni che ne garantiscono la qualita' e soprattutto l'incolumita' del destinatario finale, in questo caso il bambino.
MONTESANO SCRITTORE CULT IN FRANCIA
da "Il Mattino" del 18/12/2005
La consacrazione avviene sull’ultimo inserto letterario del quotidiano «Le Monde» («Le Monde Des Livres»), dove lo scrittore napoletano, definito «uno dei romanzieri più polemici d’Italia», ha conquistato quasi un’intera pagina, la terza, con tanto di fotografia firmata Nicolas Pascarel. Titolo dell’articolo di apertura, scritto da Raphaelle Rérolle, «La giungla travestita da democrazia». Occasione, la traduzione francese del libro di Montesano Di questa vita menzognera, a cura di Serge Quadruppani per l’editore Métaillié. L’articolista, che sigla anche una breve intervista con l’autore che a suo avviso «fa politica con i suoi libri», descrive con accenti entusiasti i contenuti e lo stile della saga dei Negromonte, caratterizzata come altri libri di Montesano da «un humour feroce e un vero talento di scrittura».
A BOLOGNA ARRIVA BARIBAL E SBANCA
di Serena Gaudino
Nasce a Bologna una nuova rivista per tutte le taglie. Editor in capo è il bravissimo Daniele Brolli: 46 anni di Rimini, tutto fare dell’editoria. Giornalista, curatore di varie testate e autore di “Anima nera” il suo esordio come scrittore. Ma non solo. Brolli ha curato l'edizione italiana dell'antologia "Mirrorshades" (1993, con Antonio Caronia) manifesto letterario della corrente cyberpunk, e per Theoria (nel 1994) la raccolta "Cavalieri elettrici" e la strafamosa antologia di racconti italiani splatter "Gioventù cannibale" (Einaudi, 1996).
Baribal è il nome del magazine di 63 pagine che ha sede a Bologna in via dello Scalo e che conta sulle grandi firme della letteratura contemporanea italiana. Tra le grandi firme: Niccolò Ammanniti, Tiziano Scarpa, José Luìs Peixoto, Sylvie Coyaud, Stefano Benni e Alessandro Bergonzoni. Uno strepitoso mixer di narrativa, fumetto, inchieste, e eventi legati alla scienza, all’arte e alla scuola.
Baribal è divertente e coinvolgente: non stanca mai. In formato tabloid e tutto colorato e di carta leggera ma liscia e morbida. Si piega facilmente in due e entra nelle nostre borsette con una faciltà assoluta. Non costa molto e, parola di lettrice onnivora, ne vale veramente la pena!
Baribal è oggi al secondo numero. Proviamo a scovarlo a Napoli: io non ci sono riuscita! La distribuzione dovrebbe essere nazionale ma… lo sappiamo che queste cose non vanno per il verso giusto. E allora al via la caccia al tesoro. Chi individua le edicole che vendono Baribal, per favore me le comunichi così di volta in volta ne diamo notizia ai lettori ma soprattutto ai ragazzini sempre a caccia di novità e di storie nuove da leggere. Chi invece vuole abbonarsi può informarsi chiamando allo 0516493536 oppure scrivendo a abbonamenti@baribalmagazine.it
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