Presidi del Libro Campania

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Utente: Presidicampania
Nome: Presidi del Libro Campania
I Presìdi del libro sono gruppi di lettura: persone che parlano tra loro di libri che hanno letto. Sono il contagio del passaparola, occasioni di scambio di idee, approfondito, divertente, appasionato, civile, tra persone anche molto diverse fra loro. Sono avamposti della lettura in un paese in cui si legge poco, luoghi in cui il non-lettore incontra il lettore sui temi che lo interessano più da vicino.

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giovedì, 25 gennaio 2007

12012007034Serena Gaudino parla di Scampìa
L’intervista è apparsa venerdì 19 gennaio 2007  
su
www.wuz.it
a cura di Giulia Mozzato
Serena Gaudino, animatrice culturale dell’Associazione Presidi del Libro Campania, parla delle iniziative per Scampìa, di come cercare di trasmettere (e magari riuscirci) più fiducia e più futuro in un quartiere difficile, scardinando pregiudizi, mostrando ai giovani che esiste anche "qualcosa di diverso, di più profondo di più difficile ma di più umano. Poi loro dovranno scegliere e lo faranno, ne siamo convinti, con maggiore senso critico. Forse spacceranno ancora è vero ma sempre meno se nelle loro mani oltre alle automobili, ai motorini, ai telefonini compare ogni tanto un libro".

G.M.: Da circa un anno è nato un Presidio del Libro a Scampìa. È possibile fare un'analisi di ciò che è accaduto in questi mesi? Come hanno reagito i ragazzi e le famiglie? Quanto hanno partecipato alle vostre iniziative e sfruttato la nuova possibilità che gli avete offerto? E, ancora, le istituzioni hanno dato qualche contributo?
S.G.: Dopo un primo momento dedicato soprattutto alle questioni pratiche e organizzative, la Biblioteca del Centro Hurtado, sede del Presidio del Libro di Scampìa, oggi viaggia a pieno regime. Nel senso che sono state attivate le due borse di studio per i ragazzi che si occupano della gestione e animazione della struttura e si è elaborato un programma di attività che tiene conto del territorio in cui si opera. Tra i frequentatori più assidui ci sono i bambini legati ai gruppi scout e religiosi ma attraverso un lavoro capillare e continuo si stanno conquistando anche i bambini più a rischio. Naturalmente è un lavoro lungo e difficoltoso perché siamo costretti continuamente a dover scardinare pregiudizi e a combattere con fasce sociali dove la cultura è relegata a fanalino di coda, se siamo fortunati. Per quanto riguarda le istituzioni, siamo tutti grati al Comune di Napoli che ha costruito materialmente il centro Hurtado mentre i contributi specifici sul progetto di presidio si sono fermati all’evento del 2 aprile scorso (rEsistere a Scampìa… nel segno di Andersen) in quanto, paradossalmente, la Regione è interessata a sostenerci ma soltanto se proponiamo eventi. E noi, proprio in linea col concetto di Presidio del Libro siamo meno propensi ad accettare l’”eventologia” mentre vorremmo lavorare sulla progettazione culturale di cambiamento e sviluppo. Ed è questo che facciamo, senza, quindi, apporti economici ma esclusivamente col volontariato. Naturalmente il discorso è diverso per i borsisti che sono finanziati dalla Regione Campania attraverso l’Università Federico II.
G.M.: Dove si colloca la sede del Presidio di Scampìa? Avete avuto problemi, intimidazioni o qualche velata minaccia o la criminalità ha ignorato l'esistenza di questo nuovo luogo di ritrovo?

S.G.: La sede del presidio coincide con il Centro di Formazione Alberto Hurtado affidato dal Comune di Napoli alla Compagnia di Gesù.
Padre Fabrizio Valletti ne è l’artefice in capo. Problemi fino ad ora non ce ne sono stati, il livello in cui si opera è, come dire, subliminale rispetto a quanto si aspettano e a cui si possono opporre i vari sistemi camorristici. Quello che vogliamo fare soprattutto è contaminare!
Cercare di far cambiare prospettiva a qualcuno, se non a tutti, i bambini e i ragazzi che frequentano il centro e attraverso loro col tempo, allargare le fasce di popolazione civile e culturalmente libereÈ un lavoro lungo, certo, lunghissimo anzi. La cui fine forse non vedremo mai ma è l’unico modo per cercare di cambiare qualcosa in questa terra così difficilmente gestibile. Per il momento quindi tutto tace. Probabilmente quando riusciremo a strappare qualche lavoratore alla mala allora qualcuno se ne accorgerà.
G.M.:
L'anno passato avete organizzato una Festa della letteratura per ragazzi intitolata "rEsistere a Scampìa", ci sarà anche quest'anno? Qual è lo scopo di questa iniziativa?
S.G.:
Sì, abbiamo intenzione di riproporla anche quest’anno. Speriamo quindi in un nuovo aiuto da parte degli editori che hanno aderito lo scorso anno (tra gli altri Topipittori, Sinnos, Babalibri, Nuove Edizioni Romane, Fatatrac, Colonnese, Orecchio Acerbo), e nella Regione Campania soprattutto che vorremmo più vicina e più attenta alle esigenze di un progetto come questo che ha bisogno di sostegno continuo e pianificato.
Lo scopo dell’iniziativa è semplice: cerchiamo appunto di accendere una volta all’anno un faro sul quartiere e portare un mondo che a questi bambini è notoriamente precluso.
Lo scorso anno abbiamo ingaggiato saltimbanchi, trampolieri, giocolieri ed erano tutti felici e spaesati. Uno spettacolo commovente. E poi li abbiamo messi in contatto con gli scrittori, con gli illustratori e li abbiamo fatti disegnare, giocare e sognare in un luogo, il giardino di Scampìa, meraviglioso ma assolutamente deserto normalmente, per niente frequentato dalle famiglie. E poi c’è da dire, a vantaggio dell’evento, che quel giorno lo spaccio di cocaina si è fermato per un giorno intero! Perché? Perché c‘eravamo noi a contaminare e presidiare.

G.M.: Quale peso ha, a suo parere, l'avvicinare i ragazzi alla lettura nella prevenzione del crimine e nella formazione delle coscienze? In questo senso vedete dei risultati, magari limitati ma tangibili?
S.G.: La lettura è di per sé un modo denso e giusto per formare una coscienza, soprattutto una coscienza civile e libera ma soprattutto critica.
Non si pretende qui di cambiare le sorti dell’intero quartiere o risolvere il problema della criminalità ma mostrare ai giovani che esiste anche qualcosa di diverso, di più profondo di più difficile ma di più umano. L’obiettivo è quello di portare e mostrare la normalità delle cose e la lentezza con cui si raccolgono i risultati e la profondità delle azioni che poi, speriamo, durino nel tempo. Poi loro dovranno scegliere e lo faranno, ne siamo convinti, con maggiore senso critico. Forse spacceranno ancora è vero ma sempre meno se nelle loro mani oltre alle automobili, ai motorini, ai telefonini compare ogni tanto un libro. È una questione di sogni, di eternità, di fantasia che si oppone ancora, oggi, al maledetto tutto e subito e alla coscienza di dover o poter morire presto, troppo giovani.
G.M.: La Coop Adriatica ha raccolto per la Biblioteca di Scampìa circa 700 nuovi titoli che sono stati consegnati all'Epifania. Com'è nata la collaborazione? Avrà un seguito?
S.G.: La collaborazione è stata importantissima per tutti noi. L’idea da parte di Coop di investire socialmente sul quartiere di Scampìa è nata grazie al fortunato incontro con Mattia Fontanella, il responsabile dei soci Coop. È stato lui che ha proposto questa avventura, nata a ottobre dello scorso anno in occasione della manifestazione Ad Alta Voce.
E proprio lì a Bologna fu lanciata “Dona un libro ai ragazzi di Scampìa”: e furono allestiti gazebo e punti di raccolta nelle “librerie.coop” per accogliere i libri che i cittadini bolognesi e i soci coop decidevano di lasciare. I libri raccolti sono stati 800 circa, molti addirittura dedicati. Speriamo che in futuro si possa realizzare un sogno: organizzare anche a Napoli Ad Alta Voce coinvolgendo la Lega Coop Tirreno.

postato da: Presidicampania alle ore 17:45 | link | commenti (1)
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lunedì, 22 gennaio 2007

Corri a vedere il grande capo!

Serena Gaudino

Ieri sera sono riuscita finalmente ad andare a vedere Il grande capo. L’ultimo film di Lars von Trier. Me ne aveva parlato una mia amica qualche sera prima in uno dei più antichi bar di Torino. Al Fiorio, io e lei avevamo deciso di soprassedere sul classico gelato e concentrarci sullo zabaione alla torinese: caldo con del liquore (di cui non abbiamo osato chiedere le specifiche) e un po’ di panna. Per la verità non siamo riuscite a finirlo tutto perché il cameriere colpito dalla nostra sete di novità ci ha particolarmente favorite riempiendo i bicchieri fino all’orlo! E poi, visto la nostra ritrosia a ingollare lo zabaione ci ha imbonite con un piattino di deliziosi stuzzichini che però proprio non si legavano al sapore dolciastro e voluttuoso dell’antico zabaione.

Fatto sta che mentre si parlava di pesce spada, serrature e dizionari (la mia amica è una strepitosa scrittrice) abbiamo cominciato a parlare di cinema, di registi e poi lei mi ha chiesto se avevo visto Il grande capo di Lars von Trier. Io, che sono un’appassionata di Trier ho detto di no ma immediatamente mi sono appuntata che dovevo, appena possibile, recuperare… vivere in mezza montagna in una cittadina priva di una costante programmazione cinematografica porta a delle sviste!

Così è stato. Ieri, sabato, sono andata a Torino con l’idea di chiudermi in un cinema e godermi l’ultimo Trier. Sono approdata al Cinema Centrale di via Carlo Alberto: meno male che non era uno di quei cinema ultramoderni infestati dall’odore di popcorn e strutto. Anzi, era un bel cinema stile vecchie gallerie. Lungo e stretto con uno schermo al fondo largo e accessibile a tutti perché leggermente in alto. C’era poca gente, e quasi tutti di una certa età, forse lo spettacolo delle 18.00 non è invogliante per i giovani che invece preferiscono ore più tarde. Comunque eravamo una cinquantina. Io come al solito ho preso posto in fondo in fondo, ultima fila. Mi piace vedere il cinema da lontano, adoro il colpo d’occhio totale, unico! Tutto in un solo sguardo e poi le distanze tra attori e luoghi si avvicinano e il tutto sembra più incalzante. Poi hanno abbassato le luci e io ho smesso di leggere i giornali rammaricandomi per il fatto che li leggo sempre troppo tardi e che se l’avessi saputo prima, dell’incontro al Palazzo Reale con i giurati del Grinzane Cavour, sarei potuta andare a salutare il mio caro amico Bjorn Larsson!

Ma ritorniamo a Il grande capo!

A un certo punto in questo cinema, che risvegliava in me la memoria del vecchio cinema Martucci a Napoli, si sono spente le luci e il film è iniziato.

Immediatamente ho riconosciuto le atmosfere di Trier che, abbandonata la trilogia iniziata con Dogville e poi Manderlay (visti entrambi, il primo in compagnia di Tiziano Scarpa nel dicembre del 2003) si è lanciato in una commedia dai toni divertenti che però erano anticamera di quel profondo disagio che può facilmente insidiare i gruppi di lavoro. La storia è semplice: un imprenditore per incapacità o per semplice vigliaccheria fonda una società con i soldi di sei persone amiche che assume come creativi del gruppo. Ma nessuno sa che è lui il capo della società. L’imbroglio fila liscio per molti anni. La complicanza arriva quando lui stesso decide di vendere la società (senza comunicarlo a nessuno) a un imprenditore islandese che non volendo concludere tramite procura richiede la presenza del Presidente o grande capo! Da qui comincia la faccenda: il vero capo è costretto ad assumere un attore che oltre a svolgere il suo ruolo si infilerà nelle ardite trame di tutti i rapporti personali che il suo portavoce, in assenza del vero capo, aveva ordito e sulle quali si reggeva l’intera azienda. Profondo e spettacolare per le trovate il film riflette sull’importanza della tenuta dei rapporti tra le persone all’interno di un gruppo ma anche sull’importanza del profitto sulle persone e sull’amoralità di certe scelte che fanno in genere i capi. Molto interessante la tecnica di ripresa che per la prima volta Trier usa: l'automavision, vale a dire la macchina da presa che è fissa e mossa solo e unicamente da un computer. Ma c’è di più. Il montaggio avviene con la progressiva successione di scene prime e successive che si incrociano via via bloccando a tratti il fluire del racconto. Una trovata che suggerisce nella scrittura la sottolineatura di frasi o periodi di maggiore o minore importanza.

Una volta ancora Trier lascia i dogmi e fa del suo cinema un mezzo per raccontare la realtà im maniera diretta, casuale e crudele.

Ah, ho dimenticato di scrivere che all’uscita dal cinema ho avuto un colpo di fortuna! Terminato lo spettacolo, mentre percorrevo via Carlo Alberto in direzione Porta Nuova, davanti all’Hotel Sitea, ho incrociato l’autobus che trasportava i giurati del premio Grinzane Cavour non so dove…. E’ stato lì che ho visto spuntare Bjorn in compagnia di Nadine Gordimer! Ho salutato Bjorn che a sua volta mi ha presentato a lei. Mi sono emozionata non poco e l’ho guardata dritta negli occhi e poi ho pensato a quanta energia e quanta forza e quanto pensiero c’erano in quella piccola e agile figura che avevo addirittura il giorno prima incrociato anche alla Feltrinelli. Con loro ho scambiato qualche battuta poi gli accompagnatori li hanno pregati di salire e li ho baciati, imbambolata, stupita, attonita. Dopo qualche momento li ho visti salire lì su e sparire insieme a tutti gli altri.

 

Il grande capo

Un film di Lars von Trier. Con Jens Albinus, Peter Gantzler, Fridrik Thor Fridriksson, Benedikt Erlingsson, Iben Hiejle, Henrik Prip, Mia Lyhne, Casper Christensen, Jean-Marc Barr, Louise Mieritz. Genere Commedia, colore, 99 minuti. Produzione Danimarca, Svezia 2006.

postato da: Presidicampania alle ore 16:58 | link | commenti
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domenica, 21 gennaio 2007

apertura pacchiCOMUNICATO STAMPA

 

COOP ADRIATICA DONA 800 VOLUMI RACCOLTI DAI SOCI BOLOGNESI

ALLA BIBILIOTECA DEL CENTRO HURTADO DI SCAMPIA

 

Venerdì 5 gennaio (ore 15,30) Marco Gaiba, direttore Politiche sociali di Coop Adriatica, consegnerà i libri raccolti ad ottobre nell’ambito della maratona di lettura “Ad alta voce”.

Romanzi, testi di storia dell’arte, geografia e sugli animali che arricchiranno il catalogo

dal quale i giovani del difficile quartiere napoletano potranno attingere cultura

 

Quasi ottocento volumi sono stati raccolti nel mese di ottobre a Bologna dai soci di Coop Adriatica e dai cittadini felsinei per arricchire la biblioteca del Centro Hurtado di Scampia, dove si trova anche il primo Presidio del Libro in Campania. Si tratta di libri di narrativa (da “Il piccolo principe” ai romanzi di Susanna Tamaro), geografia, libri sugli animali e la storia dell’arte, “Il giornalino di Gianburrasca” e molti classici. I libri raccolti per i ragazzi di Scampia saranno consegnati da Marco Gaiba, direttore delle Politiche sociali di Coop Adriatica, venerdì 5 gennaio alle ore 15,30 presso la Biblioteca del Centro Hurtado di Viale della Resistenza. Alla consegna saranno presenti Edgar Colonnese, presidente dell’Associazione Presidi del Libro Campania, Serena Gaudino, animatrice culturale dell’Associazione Presidi del Libro Campania, Titti Marrone, vicepresidente dell’Associazione Presidi del Libro Campania, Vanda Spoto, vicepresidente di Legacoop Campania, Padre Fabrizio Valletti, della parrocchia di Santa Maria a Scampia e direttore del Centro Hurtado e Maria De Marco, assessore alla cultura della VIII municipalità.

L’iniziativa “Dona un libro ai ragazzi di Scampia” è stata lanciata da Coop Adriatica e da librerie.coop nell’ambito della sesta edizione della maratona di lettura “Ad alta voce”, che porta le voci e le opere dei grandi autori della letteratura in luoghi insoliti, dalle strade, alle carceri fino alle case di risposo. “Si tratta di un piccolo, ma significativo, contributo – dice Marco Gaiba, direttore delle Politiche sociali di Coop Adriatica – che portiamo a Scampia, uno dei quartieri più difficili di Napoli. Speriamo con questo gesto di contribuire ad avvicinare sempre più giovani alla lettura, esperienza fondamentale per innescare la crescita civile e sociale delle persone. E questa iniziativa vuole essere anche un sostegno concreto al Centro Hurtado, che da tempo a Scampia sta organizzando attività e iniziative per portare speranza e dare opportunità a tanti ragazzi”.

Il Centro Hurtado, infatti, costituito dal Comune di Napoli e affidato alla compagnia di Gesù, è un luogo dedicato all’infanzia e alla gioventù che ha l’obiettivo di offrire uno spazio per la promozione della cultura e della lettura. Oltre a ciò dà la possibilità ai ragazzi di frequentare laboratori di sartoria, informatica ed elettronica. Una sorta di oasi, in un contesto nel quale, a parte la scuola, non ci sono biblioteche, librerie o altri luoghi di aggregazione.

Nel Centro è presente da un anno anche il Presidio del Libro della Campania che declina in questa realtà il progetto ideato da Giuseppe Laterza, il cui fine è creare una rete di associazioni, gruppi di lettura, avamposti sorti “dal basso” per promuovere la diffusione del libro nelle zone prive di strutture e occasioni di incontro culturale. Diverse le iniziative promosse nel biennio 2006-2007: dal concorso Cantastorie metropolitano al Corso di scrittura creativa, dagli stage di approfondimento per gli insegnanti sull’editoria per ragazzi agli incontri con autori, librai ed editori. 

postato da: Presidicampania alle ore 17:18 | link | commenti
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Ritorna in pista il Blog dell'Associazione Presidi del Libro Campania.
Serena Gaudino

Cari amici, come avrete notato il Blog dei Presidi del Libro Campania è stato fermo per alcuni mesi. E di questo ce ne scusiamo riprendendo immediatamente il nostro lavoro e aggiornandovi su quanto è successo. Le novità più interessanti da luglio a oggi sono tre. La prima riguarda la Festa del Lettore che hanno fatto per noi le care amiche dell'Associazione A Voce Alta. Un indimenticabile incontro con Roberto Saviano solo qualche giorno prima che si alzasse il polverone. A ottobre e poi a dicembre con la Coop Adriatica abbiamo lanciato il progetto "Dona un libro ai ragazzi di Scampìa": un'iniziativa interessante che ha visto allestiti punti di raccolta nella città bolognese e nelle Librerie.coop. 800 libri sono stati quindi consegnati il 5 gennaio scorso dal Presidente delle Politiche sociali Marco Gaiba e dal Responsabile socia Mattia Fontanella, alla Biblioteca del Centro Hurtado di Scampìa nel corso di un incontro pubblico a cui hanno partecipato tantissime persone!
La terza sorpresa riguarda l'accordo raggiunto con l'Istituto Elsa Morante di Scampìa. Grazie a questo è partito la scorsa settimana un corso di giornalismo a cui partecipano circa trnta ragazzi di Scampìa! Un grande successo ottenuto anche graze alla collaborazione di alcune delle più prestigiose firme napoletane tra cui quella di Titti Marrone essa stessa vicepresidente dell'associazione.
Altre novità verranno segnalate man mano che si verificheranno. Segnalo però che a Montesarchio nella sede della Biblioteca si svolgerà, a cura di Anita Parrella una manifestazione indirizzata a tutti i nuovi nati nel 2006. Ai loro genitori, sabato alle 15,30 verrà regalato un kit di primo soccorso :-) per avvicinare i neonati alla lettura. Un'iniziativa interessante che vedrà anche un mio intervento dedicato ai genitori sui vantaggi della lettura e i metodi di lavoro per avvicinare i bimbi anche in primissima età a questo fantastico mondo.
 

postato da: Presidicampania alle ore 17:09 | link | commenti
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