Presidi del Libro Campania

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I Presìdi del libro sono gruppi di lettura: persone che parlano tra loro di libri che hanno letto. Sono il contagio del passaparola, occasioni di scambio di idee, approfondito, divertente, appasionato, civile, tra persone anche molto diverse fra loro. Sono avamposti della lettura in un paese in cui si legge poco, luoghi in cui il non-lettore incontra il lettore sui temi che lo interessano più da vicino.

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martedì, 18 aprile 2006

Ma che differenza c'è tra noir e giallo noir o hard boiled?

di Serena Gaudino

Napoli città da noir. Lo dice Dario Pappalardo sulle pagine napoletane di La Repubblica di sabato scorso. Il suo intervento ha un carattere puramente di cronaca: non c’è un’analisi o una critica ai libri che sceglie e da cui parte per parlare di questa nuova “tendenza”partenopea. Forse, fin troppo acritico, ma cominciamo dall’inizio.
Prima di tutto io c’andrei con i piedi di piombo a parlare di noir mettendo insieme alcuni libri, dell’ultima stagione letteraria che non centrano proprio il genere. Anzi sottogenere! Visto che il noir appunto dal dopoguerra ormai, viene considerato un genere parallelo e non sostitutivo del giallo ma con delle caratteristiche ben precise. In pratica, il termine noir in genere viene applicato a un testo con delle caratteristiche precise: in una sola parola, direi che… deve “disturbare” ma anche raccontare la psicologia dei personaggi e il loro mondo. E quindi non bastano omicidi, indagini investigative… il “caso”, quando si tratta di noir o hard boiled, risulta marginale mentre ciò che conta
è il carattere per nulla eroico del protagonista e il finale normalmente aperto in cui non l’autore non ricorre mai al lieto fine o a ristabilire l’ordine.

E qui sta il punto. La sottile linea che divide i due generi è molto chiara.
Il noir a differenza del giallo non prevede per forza una solida trama in cui compare il delitto o il misfatto e poi la polizia e ancora il malfattore che fugge e il complice, la banda e l’epilogo con la soluzione del mistero, sempre. Il noir prevede prima di tutto, il disturbo. Un noir è ad esempio, per stare in tema campano e non allontanarci troppo, “Voglio guardare” e “Da un’altra carne”entrambi di Diego De Silva. In questi libri, per altro preziosissimi per la bellezza della scrittura, non c’è la caccia al malfattore ma c’è un fatto marcio alla base delle storie. Il noir è questo. E’ una storia che sa di marcio, anche di grottesco, di nauseante, di debordante, fisicamente inaccettabile e intellettualmente ingombrante, difficile da digerire. Ecco. Torno alle prove di Siviero e di Mazzotta e a quello delle signore del noir all’ombra del Vesuvio come le definisce Pappalardo e non riesco in nessuna di queste storie a trovare un briciolo di disturbo. Trovo solo delle trame, in qualche caso solide, delle storie anche ben fatte che spesso sanno un po’ troppo di conterraneità e non di ambiente noir: motorini che si rincorrono, lune che si specchiano a Mergellina o a Baia o a Pozzuoli nel caso di Cannavacciuolo, autore di “Acque basse”. E con questo non voglio togliere l’eventuale merito a questi scrittori tutti meritorio del semplice fatto che abbiano scritto delle storie che piacciono ma, di qui a dire che sono scrittori di noir non mi trova d’accordo. Senza la genialità del “marcio”, quel qualcosa in più che aggiunge nella sua scrittura De Silva ma anche Ammaniti e Giorgio Todde o Marcello Fois come il Carlo Lucarelli prima maniera, non può esistere il noir. L’unico sicuramente tra quelli citati ad andar vicino ai grandi maestri ma solo come intuizione è senz’altro Angelo Cannavacciuolo che in acque basse riesce a operare un’intelligente commistione tra i fatti di cronaca (benché molto nascosti e poco chiari come il caso Siani soltanto accennato) e sfrenata fantasia letteraria che mette insieme un po’ di cose che, posso dirlo, in questo momento tirano molto anche se in parte pure un po’ confusionaria.
Mi sorprende però che tra i nomi fatti da Pappalardo non ci sia quello di Angelo Petrella. Giovanissimo, molto arrabbiato anzi incazzato è proprio quello scrittore noir che a meraviglia confeziona un noir napoletano servendosi degli schemi anche un po’ stereotipati della letteratura anglosassone di genere come David Peace o John Lansdale. Angelo Petrella è autore di un racconto, Cane rabbioso, che Meridiano Zero qualche settimana fa ha incluso nella sua collezione, appunto, noir. E’ un piccolo libro, ma carico di grinta. Il protagonista è una figura un po’ sfruttata e presa a prestito dalla più nota letteratura soprattutto americana. Ma c’è qualcosa in questo ragazzo che mi stupisce: il suo modo di scrivere asciutto e nuovo un po’ sconvolgente ma interessante. Senza punti, virgolette e discorsi diretti Petrella dà forma ai suoi pensieri con un taglio affilato e la città si perde nelle luci di un eventuale infinito. Eppure l’epilogo è chiaro e l’attacco pure. Tutto è almeno, se non geniale, ricco di novità di spunti che rilanciano nel nuovo una scrittura che ormai non può essere più raddolcita dall’ombra del Vesuvio. E se questo non è l’esempio giusto perché qualcuno potrebbe trovare in Petrella troppa americanità, rilancio, un meraviglioso libro che ho trovato qualche giorno fa su una bancarella di Giampaolo Rugarli. “Il punto di vista del mostro” edito da Marsilio: dieci storie mozzafiato di nobile e geniale noir!

 

 

postato da: Presidicampania alle ore 17:03 | link | commenti (1)
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Arrevuoto

Scampia, Teatro Auditorium, Viale della Resistenza - venerdì 21 aprile 2006 ore 21.00
da www.fuoricentroscampia.it
Arrevuoto Scampia/Napoli è un progetto triennale del Mercadante Teatro Stabile di Napoli dedicato al mondo degli adolescenti. Marco Martinelli con i suoi laboratori della “non scuola” negli ultimi dieci anni ha ottenuto un enorme riscontro con i ragazzi degli Istituti medi e superiori dell’Emilia Romagna, sia in termini di partecipazione, sia per i risultati teatrali conseguiti. Fenomeno di grande successo, fuori e dentro i confini italiani, la non-scuola consiste in un ciclo di laboratori teatrali tenuti in orario extracurriculare dagli operatori delle Albe e da un insegnante-mediatore con il gruppo dei ragazzi partecipanti. Il ciclo di laboratori prevede un intenso lavoro conclusivo finalizzato alla messa in scena di un spettacolo. Il progetto ideato per la città di Napoli è innanzi tutto un esperimento di rete: la Compagnia delle Albe lavora insieme ad operatori culturali, teatrali e sociali della città, i quali, dopo questo primo anno, potranno proseguire il lavoro autonomamente fino a diventare essi stessi la base di una rete sempre più allargata, capace di coinvolgere un maggior numero di scuole e di studenti negli anni futuri. Per questo primo anno “pilota”, inscritto nell’anno scolastico 2005/2006 si sono messe a confronto realtà sociali e culturali diverse fra loro come il Rione Scampia e il Centro storico di Napoli, anche se per questo primo anno è stata Scampia, con tutte le problematiche di una difficile periferia, l’osservatorio privilegiato. I ragazzi d’età, formazione e etnie diverse sono stati divisi in quattro gruppi: tre fanno capo alla scuola di provenienza (Scuola Media “Carlo Levi”, Istituto di Istruzione Superiore Scampia Liceo “Elsa Morante”, Liceo Classico “Antonio Genovesi”), mentre un altro fa riferimento al "Gruppo Chi Rom e Chi No". Ogni gruppo ha lavorato in autonomia, all’interno di un laboratorio articolato secondo appuntamenti settimanali e seguito sia da un insegnante che dagli operatori teatrali ravennati e napoletani. Tutti i gruppi, poi, si sono riuniti nella fase finale del lavoro per le prove e l’allestimento dello spettacolo: prima presso la sala teatro della Scuola Media Carlo Levi e poi nell’Auditorium di Scampia, ristrutturato e aperto per l’occasione. Lo spettacolo sarà presentato al pubblico in due momenti: il 21 aprile 2006 alle ore 21.00 all’Auditorium di Scampia (con un'anteprima il girno 20 sempre alle ore 21.00) e il 24 aprile 2006 alle ore 21.00 al Teatro Mercadante. Il testo scelto per la rappresentazione è Pace! di Aristofane che riunisce in sé sia la forza del classico sia la libertà di poter far leva sulla creatività, la capacità di improvvisazione e le ricchissime potenzialità dei giovani. Lo Stabile napoletano, sempre attento alla dialettica tra teatro e forze culturali del territorio cittadino, si apre così ai giovanissimi attraverso un progetto di alta qualità professionale e dai risvolti sociali di grande interesse.

 

 

postato da: Presidicampania alle ore 11:33 | link | commenti
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giovedì, 13 aprile 2006

Una riflessione... una lettera di Antonio Scurati a Fahrenheit del 12 aprile 2006

raccolta, trascritta e pubblicata da Serena gaudino

Cari ascoltatori di Fahrenheit, ieri come tutti sapete è stato arrestato il cosiddetto capo della mafia Bernardo Provenzano. Oggi, in un articolo su La Repubblica, Giuseppe D’Avanzo nota che c’è ben poco da esultare per l’arresto di un importante boss mafioso che è rimasto latitante per diversi decenni, ma soprattutto D’Avanzo ci ricorda come il suo mancato arresto negli ultimi anni fosse frutto di una politica di inazione ottimale nei confronti del fenomeno mafioso. Scrive D’Avanzo: “La politica italiana, tutta la politica italiana, ha scelto per lo meno da più di 10 anni l’inazione ottimale come nucleo essenziale delle politiche pubbliche destinate a contrastare la mafia. Al di là della retorica dell’antimafia è stata condivisa la consapevolezza che far nulla sia la politica più efficace per tenere Cosa Nostra di Provenzano invisibile, dipendente, subalterna, ai poteri statali”. Ecco. Detto in altri termini: D’Avanzo dice che non muovere guerra alla mafia è una forma di convivenza politica con essa. Io alcune settimane fa, assieme ad altri scrittori, ho partecipato a una iniziativa che si chiamava rEsistere a Scampìa: siamo andati in questo quartiere della periferia di Napoli controllato dalla criminalità organizzata, dalla camorra, a portare una testimonianza di presidio, di civiltà del libro in quella zona. Cercando un bar dove poter prendere un caffè, in una domenica pomeriggio, ho camminato su un tappeto di siringhe: tangibile testimonianza del fatto che quella zona è una zona sotto il controllo criminale, che come tutti noi sappiamo è soprattutto dedito al commercio di stupefacenti. Quello su cui si dovrebbe riflettere è che oggi la lotta alla criminalità organizzata deve essere ripresa anche perché è una lotta culturale che non riguarda soltanto le sottoculture mafiose o camorristiche ma è una lotta contro sottoculture largamente diffuse in tutto il paese. E non solo nelle zone controllate dalla mafia o dalla camorra. A riguardo, sta per uscire per la Mondadori, a mio avviso un libro illuminante di un giovane scrittore reportagista napoletano, anzi casertano che si chiama Roberto Saviano. Il libro si intitola “Gomorra”: un libro di fiction ma che si basa su una ricca documentazione di fatti che Saviano è andato raccogliendo in questi ultimi anni. Tra le cose sconvolgenti che Saviano ci racconta ci sono alcune telefonate tra giovanissimi soldati della camorra in cui questi ragazzi con anche meno di vent’anni dicono alle loro fidanzate di sapere benissimo che la vita che hanno scelto li condurrà alla morte in un futuro vicinissimo ma di non preoccuparsene perché loro vivono nel presente. Saviano ci racconta anche quanto sia diffuso negli ambienti camorristici il mito di “Scarface”: il film di Brian De Palma in cui Al Pacino interpreta Tony Montana – un rifugiato cubano negli Stati Uniti che in brevissimo tempo scala la piramide criminale. Ecco, Saviano ci dice che la forza di attrazione della camorra sui giovani dipende in buona parte dal fatto che la vita criminale ti consente di tradurre i tuoi miti in realtà: “Se scegli la camorra, puoi diventare davvero Tony Montana”. Ecco, questi due aspetti – da un lato lo schiacciamento del passato e del futuro nel presente assoluto , ovvero vivere solo nel presente e dall’altro la tensione a realizzare senza mediazioni, immediatamente , nella vita reale, i miti dell’immaginario mediatico stabiliscono, secondo me, un fortissimo legame tra le sottoculture criminali e le sottoculture, soprattutto giovanili, largamente diffuse nel nostro paese anche nelle zone in cui la criminalità organizzata non esiste.

Da questo punto di vista per quanto sia agghiacciante dirlo, questi giovani soldati affiliati della camorra sono una sorta di avanguardia e proprio per questo anche per questo, è necessario smettere immediatamente quella che D’Avanzo chiama una inazione ottimale e riprendere la lotta attiva contro il crimine organizzato.

postato da: Presidicampania alle ore 15:43 | link | commenti
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E’ in arrivo
Baribal n.6
Il mensile per tutte le taglie Storie, fumetti, inchieste, articoli, reportage.
Grandi firme per piccoli lettori. Molto humour.
Un’occasione di lettura e divertimento da vivere insieme, grandi e piccoli. Una voce fuori dal coro. Un invito per tutti alla giocosità.
Tabloid, 48 pagine a colori.  Prezzo in edicola 4 euro. Aprile 2006: arriva in edicola il sesto numero di Baribal, il nuovo mensile illustrato per bambini, ragazzi, genitori. Nel numero di aprile:
Breve racconto inedito di Macourek, scrittore ceco che racconta i problemi di una raganella, i suoi genitori e i vestiti.
L’acqua.
Accadueò, introduzione al tema dell’acqua di Sylvie Coyaud, ovvero la scienza tra fiocchi di neve e cubetti di ghiaccio con la coda.
Intervista a Petrella, economista ed esperto di problematiche del consumo e il risparmio dell’acqua. Chiudete i rubinetti!
Hotel sotto il mare, Società di estimatori delle nuvole, whalewatching nel Santuario dei cetacei al largo delle coste liguri.
Arte da toccare e ascoltare: il mare a dondolo, installazioni degli artisti sonori Arianna Sedioli e Luigi Berardi in mostra al Muba
Periferie degradate: Lorenzo Sani racconta come si gioca a palla invisibile, variante del gioco del calcio per chi non ha una palla. E il 2 aprile, a Scampìa, si cerca di sostituire le armi con i libri.
I bambini e il lavoro: ILO (Organizzazione Internazionale dal Lavoro), insieme all’associazione Movimondo, cerca di riportare bambini delle discariche dell’Honduras sui banchi di scuola. L’orchestra Suzuki organizza un concerto per i bambini.
Roberto Innocenti: intervista all’autore dei commoventi libri illustrati “ La Rosa Bianca ”, “Ultima Spiaggia” , ora al lavoro per un libro sulla “casa”,
Dexter, il genio con i capelli rossi dei cartoni animati in onda su Cartoon Network spiega come nasce un film di animazione attraverso i disegni del suo autore, Tartakovsky. In esclusiva per Baribal per festeggiare i 10 anni di Cartoon Network Studios.
Il Dadaismo: la corrente di Tristan Tzara, con i suoi 90 anni di vita, ha ancora tanto da proporre a chi vuole divertirsi con un paio di forbici, immaginazione, e voglia di rompere le regole. Incorniciando macchie, per esempio.
Un enorme guantone da baseball su cui sdraiarsi. Duro ma malinconico pezzo di design, la Poltrona Joe ricorda il suo ispiratore Joe di Maggio e i bei tempi andati.
Costruire un go-kart con le proprie mani, e farlo correre con i propri piedi. La nostra inviata Cinzia Negherbon racconta la storia di un uomo che vive tra i gatti e costruisce macchine da corsa.
E come ogni mese:
Fumetti: Zomboy di Massimo Giacon, Zits di Jerry Scott e Jim Borgmann, Otto di Giorgio Carpinteri, Red e Rover di Brian Basset, Ghilli Ghilli di Giovanni Mattioli e Vanna Vinci, Agnes di Tony Cochran.
Le lettere dei lettori
Gli appuntamenti del mese: tv, cinema, teatro e musei da segnare in agenda. Un circo senza animali, L’era Glaciale 2 e le ragazzine più intraprendenti della tv satellitare.

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sabato, 01 aprile 2006

SCAMPIA, LA BIBLIOTECA DALLA PARTE DEI RAGAZZI

di Titti Marrone e Fabrizio Valletti da "Il Mattino" del 29/03/06

Questo articolo è l’invito a una festa di libri, scrittori, aria aperta senza paura, case e strade sicure, bambini che ridono. Una festa a Scampia, il quartiere vicinissimo di cui la città si vergogna, dove molti napoletani non sono mai stati ma dove vorremmo, per un giorno, invitare tutti. Perché ci aiutino ad allontanare l’immagine di morte, violenza, illegalità. La festa è dedicata ai libri, alla lettura e a un piccolo atto normale nel quartiere dove niente sembra esserlo: verrà inaugurata una biblioteca nel centro Hurtado, in viale della Resistenza. Si comincia alle 11 del mattino e si va avanti fino al tardo pomeriggio, tra il parco pubblico e il centro Hurtado nel giorno del «compleanno» di Hans Christian Andersen - che è poi quello della festa nazionale della letteratura per ragazzi. La festa ha per tema «rEsistere a Scampia» ed è importante innanzi tutto per il modo in cui è nata: con l’entusiasmo dell’Associazione Italiana Biblioteche che ha scelto Napoli per il suo convegno nazionale, con un folto gruppo di amanti del libro e associazioni del territorio, con scrittori come Giuseppe Montesano, Tiziano Scarpa, Maurizio Braucci, Roberto Saviano, Mauro Covacich, Antonio Scurati, Marco Ciriello, Peppe Lanzetta e molti altri che verranno da tutta Italia e parteciperanno a un intenso programma di readings e di eventi. E con le istituzioni attente e disponibili a partecipare. Per una volta, a differenza di altri eventi che si sono svolti a Scampia con clamore vanificato il giorno dopo, a riflettori spenti, per la festa della letteratura di domenica 2 aprile a Scampia ci sono le premesse perché l'avventura prosegua e possa crescere. Non è stato facile, ma a Scampia abbiamo cominciato un lavoro che ha dato vita al primo «Presidio del libro» della Campania, associazione già presente in altre regioni, che ha preso il via in Puglia intorno all'editore Laterza e si sta affermando come luogo ideale di promozione della lettura e incontro di editori, lettori, librai, appassionati del tradizionale e insostituibile «scrivere e leggere». Abbiamo appena costituito l'associazione dei Presìdi della Campania con la guida dell’editore Colonnese e con il gran lavoro di Serena Gaudino, con Stefano De Matteis, Mauro Giancaspro, Tommaso Sinigallia e altri ancora, per aprirla poi a editori, librai, bibliotecari, insegnanti, studenti, appassionati dei libri. Lo scopo è costruire insieme una rete di associazioni e gruppi di lettura a partire dalle periferie. Cioé in tutte le realtà - e nella nostra regione sono tante - in cui non esiste una biblioteca, una libreria, un’occasione per discutere di letteratura e scrittura. E a Scampia, domenica, ci saranno anche i rappresentanti di tutti i Presìdi del libro nazionali venuti dal Piemonte, dalla Sardegna, dall’Emilia-Romagna, dalla Puglia, e ancora illustratori, bibliotecari, librai, editori e scrittori di altre regioni. Il fatto che il primo Presidio in Campania parta da Scampia, e si «accasi» qui nella prima biblioteca offerta al quartiere, non ha solo un alto valore simbolico. Significa creare una struttura permanente, anche se piccola, un luogo in cui raccogliere i ragazzi invitandoli a svolgere una serie di attività. Tra le tante cose, abbiamo in programma un bibliobus che vada in giro per le aree della periferia nord, un cineforum letterario, un corso di scrittura creativa di Antonella Cilento, corsi di formazione per ragazzi sui mestieri del libro, un giornale di quartiere fatto dai ragazzi, laboratori di lettura a voce alta, un cantastorie metropolitano. La biblioteca nasce nella struttura costruita dal Comune di Napoli, affidata all'iniziativa dei padri gesuiti già presenti nel quartiere con diversi volontari, intitolata «Centro Hurtado». L’idea è stata quella di guardare il quartiere mettendoci «ad altezza di bambino», unendo le forze delle associazioni di base con quelle di chi opera nella scuola. Perché a Scampia, intorno e dopo la scuola e ai suoi validissimi docenti, spesso c’è solo il vuoto. Riempito da degrado e disvalori che precipitano i ragazzi in una sorta d’ineluttabile marginalità. Non c’illudiamo certo che basti una biblioteca a combattere il degrado. È solo una goccia nell’oceano. Un microscopico atto di normalità. Ma questo atto normale appena abbozzato con la biblioteca del Centro Hurtado può forse servire a far sentire un po’ meno soli gli «scampiesi» e i loro ragazzi. In questo, ci sostiene non poco la partecipazione sorta intorno all'iniziativa di amministratori comunali e provinciali - Regione Campania innanzi tutto - Fondazione Banco di Napoli per l'infanzia, Unione Industriali, Ctp, donatori di volumi di tutt'Italia, compresi molti bambini, editori e librai. La presidenza della Repubblica ha assicurato il suo alto patronato e invierà in dono il libro di Lia Levi sulla Costituzione spiegata ai ragazzi. La Regione ha già destinato, nella festa di Scampia del 21 settembre scorso, due borse di studio a giovani del quartiere che si occuperanno della biblioteca. E chissà che mettere in rete associazioni, volontari, energie e idee fra «pubblico e privato» non possa essere un metodo utile a progettare e realizzare qualcosa che sia percepito come patrimonio di tutti. Non come le strutture e gli interventi pur belli, ma che restano estranei, lontani o inutilizzati perché calati dall’alto.

postato da: Presidicampania alle ore 08:29 | link | commenti
categorie: presìdi - work in progress