Presidi del Libro Campania

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Utente: Presidicampania
Nome: Presidi del Libro Campania
I Presìdi del libro sono gruppi di lettura: persone che parlano tra loro di libri che hanno letto. Sono il contagio del passaparola, occasioni di scambio di idee, approfondito, divertente, appasionato, civile, tra persone anche molto diverse fra loro. Sono avamposti della lettura in un paese in cui si legge poco, luoghi in cui il non-lettore incontra il lettore sui temi che lo interessano più da vicino.

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martedì, 28 febbraio 2006

PROFESSIONE CANTASTORIE

di Fabrizio Coscia

Vanno in giro per il mondo a raccontare storie, come il narratore Naftali della novella di Isaac Singer, che passa la sua vita da vagabondo con il fedele cavallo Sus, raccogliendo e diffondendo storie. Inoltre, tengono stage e seminari, dirigono scuole, partecipano a festival internazionali, e soprattutto sono presenti in rete, che pullula di newsgroup, blog, siti web e mailing list. Sono gli storyteller, versione aggiornata e anglosassone degli antichi cantastorie, una tradizione che affonda nella notte dei tempi e che pure, per molti, è il vero fenomeno culturale del momento, riuscendo a coniugare memoria del passato e nuove tecnologie. Tim Sheppard, ad esempio, storyteller di Bristol, ha dedicato al tema un sito internet dettagliatissimo, che contiene, tra l’altro, una esauriente FAQ, ovvero una lista di risposte alle domande più ricorrenti sull’argomento (www.timsheppard.co.uk/story). Inutile, però, cercarvi una definizione precisa di storytelling, che per Sheppard è semplicemente «indefinibile», perché niente potrebbe restituirne il senso esatto, e ciascun storyteller darebbe una risposta diversa. Dei punti fermi ci sono, però: lo storyteller non legge mai da un libro, quando recita le sue storie; semplicemente le racconta. La sua è una forma d’intrattenimento, ma anche una lezione di saggezza e divertimento per grandi e piccoli. E soprattutto è un’arte. Un’arte con radici preistoriche (come dimostrano i racconti di caccia), basata sull’interazione, sulla comunicazione dal vivo. Come gli antichi aedi, o i giullari medievali, lo storyteller attinge alla cultura orale, alla parola detta, al suo potere magico e alla sua fascinazione. Jan Blake (nata a Manchester da genitori giamaicani), è uno dei più noti storyteller britannici: tiene seminari in tutta Europa, ha partecipato ai più importanti festival, e ha collaborato con numerosi teatri inglesi, come il Royal National Theatre e con la London Philarmonic Orchestra. Ama le fiabe del folclore africano e caraibico, e ama filtrarle attraverso la cultura europea. Così racconta di palazzi favolosi nella terra d’Africa, e di re e principesse dalla pelle nera. «Per quanto mi riguarda, raccontare storie è un modo per parlare delle mie radici - dice -. Gli europei conoscono molto poco della cultura africana. A volte il pubblico bianco, quando racconto le mie fiabe, si stupisce che anche in Africa possano esistere re e principesse che vivono in grandi castelli, proprio come nelle loro. Raccontare favole per me vuol dire riconquistare l’esperienza antica dei miei antenati. Riprendere quel filo spezzato dalla tragedia della schiavitù. Capire chi sono, ricostruire quel triangolo fra Africa, Europa e Caraibi che fa parte della mia storia». E mentre lo storytelling si diffonde in tutto il mondo, l’Italia, che pure vanta una nobilissima tradizione popolare, prevalentemente nel Sud, non risponde all’appello. Qui da noi, infatti, il vecchio «cantastorie», che raccontava con l’aiuto del canto e spesso di un cartellone illustrato vicende ispirate perlopiù a fatti di cronaca nera (dalle avventure del bandito Giuliano a quelle della Baronessa di Carini), è praticamente scomparso, senza lasciare «eredità d’affetti», se non, forse, nel «teatro di parola» dei vari Paolini, Baliani e Celestini. Ed è una scomparsa legata in qualche modo al generale declino delle tradizioni folcloriche (dopo la grande abbuffata degli studi etnologici degli anni Settanta) e alla progressiva italianizzazione dei dialetti. «Durante i miei seminari in Italia con il British Council - dice la Blake - ho incoraggiato molto gli insegnanti a utilizzare le Fiabe italiane di Italo Calvino, che amo moltissimo. Mi sorprende che se ne faccia così poco uso nelle scuole». Ma qual è il segreto per diventare uno storytelling? «Raccontare una favola a una persona che ami e che sai che ti ascolterà. Concentrarsi su una storia in particolare che desideri raccontare, e continuare a cercare storie che ti appassionano. Lasciarsi trasportare e divertirsi mentre si racconta: prima o poi ti riconosceranno come un vero storyteller». Certo, poi ci sono regole precise per raccontare storie: pause, respiro, ritmo, gioco, mnemotecnica, ma soprattutto immaginazione, capacità di descrivere suoni, colori, odori, atmosfere. Dice Stefani Koorey, storyteller statunitense: «Bastano due elementi: un performer e un testimone. L’unico caso in cui non può esserci storytelling è quando non c’è nessuno ad ascoltarti. Ma chi non avrebbe voglia di ascoltare una fiaba? Chi non vorrebbe tornare ad essere il bambino che è stato?» Su un punto, gli storyteller sono tutti d’accordo: le storie devono conservare intatto il loro mistero, per durare e fecondare l’animo di chi ascolta, per regalargli tutte le paure e le gioie dell’uomo. «Le fiabe siamo noi, noi siamo fatti di storie - dice la Blake -. Potremo essere globalizzati e computerizzati quanto vogliamo, ma gli uomini avranno sempre bisogno del contatto umano e avranno sempre voglia di dire o ascoltare: ”è successo questo, e poi quest’altro”…». Proprio come una fiaba, che comincia con quell’apriti sesamo della fantasia che è sempre stato il «c’era una volta» della nostra infanzia.

I principali festival legati allo storytelling: a luglio, a St Donat’s Castle, Vale of Glamorgan, nel Galles; a novembre-dicembre, ad Amiens, in Francia; in ottobre, a Jonesborough, Tennessee, Usa; a giugno, a Yukon, in Canada e a Ljungby, in Svezia; tra agosto e settembre, di nuovo in America, a Orem, Utah, Usa. In Italia c’è il «Festival nazionale dei cantastorie» (luglio-agosto), che si svolge a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Abbondano inoltre i siti web, tra i quali www.emerson.org.uk; www.bleddfacentre.com; www.lamaisonduconte.fr; www.storytellingtoronto.org.

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categorie: news
giovedì, 23 febbraio 2006

Minimondi - Inaugurazione con convegno internazionale
Parma - 18 febbraio 29 marzo 2006
di Serena Gaudino


Si è svolto a Parma, nella splendida Casa della Musica (18 e 19 febbraio scorsi), ad apertura della Sesta edizione del festival della letteratura per ragazzi Minimondi un convegno internazionale dal titolo
Cavoli e cocogne: dove nascono i libri per bambini?
Moltissime le informazioni, utili soprattutto per gli operatori del settore. Librai e ditori da alcune delle realtà più forti editorialmente hanno portato all'attenzione del pubblico le loro idee e la loro produzione. Tra gli interventi della prima giornata sicuramente il più intrigante è stato quello di Vicente Ferrer Azcoiti della Media Vaca (in Spagna) ma anche Klaus Flugge ha detto la sua sul mercato inglese così avaro nei confronti degli italiani. tra gli altri editori c'era Jacques Binsztok delle Editions du panama (Francia), Thierry Magnier delle Editions Thierry Magnier (France),Jacques Dohmen della Querido (Olanda), Friedbert Stohner della Hanser (Germania), Herwing Bitsche di NP Verlag (Austria), Tereza Horvath di Baobab (Repubblica Ceca) e Francine Bouchet di La Joie de Lire (Svizzera).
Il problema più grosso ancora una volta restano gli accorpamenti di marchi e la crescita dei colossi editoriali. Ma anche quelli librari a cui però, secondo molti, soprattutto gli inglesi, non si può rinunciare: nel senso che non si può decidere, visto l'andamento del mercato, di uscire fuori dalla grande distribuzione. Eppure qualcosa sta cambiando. Fondamentalmente ciò che cambia è la sensibilità dei piccoli editori e la voglia di creare libri nuovi che facciano sognare. La pensa così Binsztok il quale apostrofa, nella giornata del 19 dedicata agli italiani, appunto, gli editori italiani come razza troppo creativa, troppo coinvolti in prima persona e non abbastanza distaccati da lasciare all'autore soltanto l'accezione di artista. Non tutti d'accordo su questa ultima affermazione, gli editori presenti alla tavolarotonda: Fausta Orecchio (Orecchio acerbo), Paolo Canton (Topipittori), Francesca Archinto (Babalibri), Paolo Stanese (El), Matteo Codignola (Adelphi - Cavoli a merenda - che non ha ben chiaro il mercato a cui si rivolge visto che pensa che in Italia esistano soltanto 2 librerie per ragazzi) e Marzia Corraini (Corraini Edizioni). Il problema non è effettivamente questo ma soprattutto quello che l'Italia non beneficia ancora di una legge chiara sull'editoria. Non c'è nulla al momento che possa aiutare gli imprenditori che vogliono navigare in questo mondo a capire come orientarsi. E si va a casaccio: per vendere e pagare gli stipendi, comprare senza farsi comprare ma soprattutto rendersi evidenti in libreria affianco, almeno, ai colossi nazionali che vanno per la maggiore.
I cambiamenti, le evoluzioni del settore editoriale nel panorama internazionale sono tanti. Ma l'Italia continua ad arrancare in stato confusionale disperdendo forze ed energie tra i tanti piccoli che non riescono a imporsi significativamente sul mercato anche con opere di altissima qualità.
A conclusione dei vari interventi c'è stato quello di paola Quint della Children's Book Council (Stati Uniti): una realtà troppo vasta e lontana dalla nostra: 10000 librerie, 250000 biblioteche... e chi più ne ha più ne metta.
L'evento Minimondi è organizzato dalla Libreria Fiaccadori in collaborazione con la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani di Bologna.
  

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domenica, 19 febbraio 2006

NON SI VIVE DI SOLO BARICCO...10_sanguineti

Giunto alla quarta ristampa il testo Sanguineti/Novecento, Conversazioni sulla cultura del ventesimo secolo a cura di Giuliano Galletta edito da Il Melangolo. In poche settimane il libro ha venduto 9.000 copie, un numero di tutto rispetto considerato che Sanguineti, pur celebre, è spesso relegato dai lettori nella schiera degli intellettuali più elitari. Il libro è una raccolta di riflessioni di Edoardo Sanguineti sul secolo scorso, riflessioni che si snodano intorno a temi fondamentali che vanno dall´ideologia alla guerra, dalle avanguardie alla musica e al teatro, dalla filosofia al realismo, dal cinema alla televisione, dalla psicoanalisi all´erotismo, per concludersi con la morte.

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categorie: biblionews
venerdì, 17 febbraio 2006

AMORI DIFFICILI

inviato da Marinella Pomarici - A Voce Alta

Straordinario il nostro pubblico! Siamo ormai al nostro sesto incontro di lettura (oggi 16 febbraio) e non crediamo ai nostri occhi vedendo l’aula che si affolla, ci sono certo gli amici ma ormai c’è un numero sempre più consistente di mamme degli allievi della Baracca capeggiate dalla straordinaria Rosalia, giovane commerciante che ha un bel negozio di frutta e verdura  all’inizio di vico Tiratoio:  lei è una delle nostre fan più accese. Vediamo le allieve delle medie,  alcune insegnanti della scuola,   i parrocchiani della Concordia che ormai  si sono affezionati al nostro “tradizionale” incontro di lettura e c’è infine  la bidella della scuola  che viene anche lei ad ascoltare.

La nostra voce recitante questa volta è quella di Nico Ciliberti, molto bravo, attento e delicato, direi,  nel raccontarci le  diverse storie di due coppie, quella dei Gioielli di Maupassant e quella dei teneri sposi  operai di Calvino (L’avventura di due sposi). Nico ci ha raccontato di essere molto legato al racconto di Calvino perché gli ricorda la sua infanzia a Milano dove si  era  trasferito con la famiglia (classica storia di emigranti meridionali)  ed i turni pesanti di lavoro del padre e della sorella sono nella sua memoria rimasti legati a questo racconto di Calvino, alla difficile vita dei due sposi, che per i diversi turni in fabbrica (l’una di giorno l’altro di notte)  non riuscivano ad incontrarsi.

Il nostro pubblico ha preferito questa volta leggere i racconti che avevamo preparato in fotocopia nello stesso momento in cui li ascoltava dalla voce del  nostro attore. L’attenzione è stata straordinaria, e poi è stato più facile delle volte precedenti avviare una riflessione sui temi della coppia. C’è stato qualcuno che ha  preferito il racconto di Calvino, la giovane coppia operaia  con la sua difficoltà di ritrovarsi è sembrata legata da un vero amore anche se manifestato con grande difficoltà. Una ragazzina ci raccontato la sua esperienza familiare con la mamma che ha turni di lavoro molto lughi ed il papà che fa da mamma, ci ha raccontato il suo dispiacere di poter stare molto poco con la mamma anche se è contenta di avere con sé il papà nelle ore di svago. Un’ ascoltatrice  interviene per far comprendere alla ragazza che anche per la mamma sarà sicuramente un grande sacrificio non trascorre più tempo con la figlia, ma che quella di lavorare così tanto deve essere stata una scelta necessaria. La ragazza comunque afferma che lei da grande preferisce stare in casa per curare i figli. Ci sono molte ascoltatrici che ben si rispecchiano nella coppia operaia, nella impossibilità  di trovare uno spazio, un tempo per stare insieme perché si è travolti dal lavoro e da tutti gli impegni familiari. Poi, un po’ sollecitati, si fanno avanti anche gli ascoltatori,  qualcuno fa notare che quello che uccide il matrimonio è l’abitudine, il tran tran quotidiano e che forse non è vero che la signora Lantin del racconto di Maupassant non amasse il marito, anche se poi si scopre che lei aveva un amante. Lei riusciva a dare amore e tenerezza al marito tanto è vero che questi era felice, forse riusciva a dare amore e tenerezza al marito, molto più grande di lei di età., proprio perché compensava in altro modo il suo desiderio di un altro genere di amore.

Nessun giudizio morale è venuto dal nostro pubblico, giudizio di condanna nei confronti del tradimento della signora Latin, amante dei gioielli, ma molta umana comprensione. C’è chi ha ricordato che solo gli amori difficili diventano delle storie da raccontare, infatti alla fine delle favole si dice che gli innamorati alla fine si sposano e vivono felici e contenti e qui la storia finisce. Tutti contenti alla fine e molto grati per questi incontri che , come dice sempre Rosalia, sono un tempo che noi dedichiamo finalmente a noi stesse.

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Giornata nazionale della letteratura per ragazzi
2 aprile 2006 - Scampìa - Inviato da Serena Gaudino

Il 2 aprile è un giorno importante per la letteratura per ragazzi: è la data di compleanno di Andersen e l’Ibby festeggia questa ricorrenza in tutto il mondo da quasi 50 anni. Da quest’anno, la festa si organizza anche in Italia, a Scampìa: un luogo simbolico e che ha voglia di cambiare grazie anche all’istituzione del primo Presidio del Libro della Campania. Un progetto a lungo termine che mira a sostituire le armi con i libri. Alla proposta fatta da parte dell’AIB e di AIB Commissione Ragazzi, nel corso di un convegno a Roma nel dicembra scorso, il Costituendo Presidio del libro di Scampìa, forte del lavoro finora svolto e pronto a cogliere le importanti offerte di collaborazioni, ha risposto con molto entusiasmo candidandosi come partner principale dell’operazione. Un evento prestigioso e simbolico: incontri, dibattiti presentazioni di novità librarie, laboratori, percorsi di lettura, saranno il fiore all’occhiello della Festa che è promossa interamente non solo dalle forze, pur deboli del territorio, bensì dai tanti soggetti, della filiera del libro, che vedono il sud e le zone depresse come Scampìa, luoghi in cui è indispensabile intervenire culturalmente contro l’indifferenza. Molte le Case editrici che hanno raccolto l’invito. Tante altre sono pronte ad offrire il loro contributo come le associazioni di categoria e le istituzioni, che speriamo fortemente presenti affianco a noi in questa avventura.
I temi
Un festa all’insegna della leggerezza, del divertimento e dell’allegria. Sono tre i temi portanti della prima edizione della Festa 2006 che ruota attorno al concetto di Resistenza e di voglia di riscrivere il futuro dei giovani di Scampìa. Il tutto condito da tanta musica, divertenti spettacoli, piccole performance per grandi e piccini!
Voci dalla Periferia – Vivere a Scampìa: è la sezione in cui si affrontano i problemi del quartiere. Incontri e dibattiti, proiezioni di film e raccolta di materiali inediti da parte dei bambini delle scuole di Scampìa. Un importante segmento culturale che si articola attorno alle domande: Quale futuro a Scampìa? Quali sono i gruppi, le associazioni, le realtà di movimento, gli operatori sociali che vi operano? Quali politiche sono state già attuate? Quali i progetti?
Ad Alta Voce – Le letture itineranti: è la sezione in cui confluiranno i vari interventi degli scrittori che interverranno a Scampìa. Incontri, presentazioni di libri, letture, spettacoli… tutti piacevolmente pensati per far avvicinare il pubblico alla lettura.
Chi cerca Trova – Biblioteche che passione: è la sezione dedicata agli incontri e ai dibattiti sul ruolo indispensabile che le biblioteche assumono nella società civile. Rappresenta il momento più professionale e d’incontro tra la lettura e la letteratura, tra editori e bibliotecari e operatori e insegnanti che potranno confrontarsi e presentarsi.

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giovedì, 09 febbraio 2006

Il colore che torna dal nero
al verde d'un prato affamato
fiori scesi giù tranquilli
posano per gli artisti

guardandomi girare tranquillamente
per le strade a volte bianche.

(Amelia Rosselli)

L'Italia ricorda Amelia Rosselli 

da http://www.librialice.it/news/news

Dieci anni fa, l'11 febbraio 1996, Amelia Rosselli decideva di porre fine alla propria vita. Sono diverse le iniziative dedicate in questi giorni alla poetessa così tragicamente scomparsa. Per Radio Tre Suite Andrea Cortellessa ha curato una serie di interventi sulla figura e l'opera di Amelia Rosselli, che andranno in onda ogni sera, fino a sabato 11, approssimativamente alle 20. Il I municipio di Roma ha promosso la deposizione d´una targa in via del Corallo 25, dove abitava Amelia Rosselli e che verrà inaugurata sabato 11 febbraio; lo stesso giorno, alle 16.30, al Museo di Roma in Trastevere (Piazza Sant´Egidio), verrà presentato il documentario di Rosaria Lo Russo e Stella Savino, Amelia Rosselli e l´assillo è rima: leggono, oltre a Lo Russo, Jolanda Insana e Sonia Bergamasco. A Firenze l'11 febbraio il Gruppo Quinto Alto, in collaborazione con il Giardino dei Ciliegi, dedica una giornata di letture, testimonianze, interventi In memoria di Amelia Rosselli, alle ore 10 e alle ore 16 al Giardino dei Ciliegi in via dell´Agnolo. Sempre a Firenze, per iniziativa di Stefano Giovannuzzi è infine previsto un convegno il prossimo 9 giugno al Circolo Fratelli Rosselli di Firenze. Le Poesie, il volume che comprende tutte le maggiori raccolte "italiane" di Amelia Rosselli è pubblicato da Garzanti, con la Prefazione di Giovanni Giudici.

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martedì, 07 febbraio 2006

Doris Lessing: La pace europea sta per finire
di Serena Gaudino
Mi è venuta voglia di riinviare in video nuovamente la conversazione che ho avuto a Roma in una mattinata del 2004 con  Doris Lessing. Naturalmente non vi dico l'emozione che ho provato parlando con questa donna fenomenale e dolcissima: dico solo che l'allareme nel mondo è tanto alto che mi è tornato in mente il suo volto e le sue parole, pesanti come  pietra.  

A ottantasei anni, cinquanta libri, centinaia di incontri pubblici e altrettanti articoli apparsi su tutte le più importanti testate del mondo, Doris Lessing esercita ancora un fascino violentissimo.
Due libri, in pochi mesi, hanno riportato su di lei l’attenzione dei media e del popolo dei lettori. Da un lato “Le nonne” edito da Feltrinelli che raccoglie tre lunghi racconti il primo dei quali dà il titolo al libro, dall’altro “Mara e Dann”: una favola futuristica tra realismo e fantascienza, uscito in Inghilterra nel 1999 e oggi tradotto in Italia da Fanucci (editore anche di “Memorie di una sopravvissuta”) per la prima volta.
Mara e Dann” è la storia di due ragazzini che in una notte di trambusto, in Ifrik – l’Africa del futuro - vengono portati via dalla propria casa, strappati dalla famiglia e gettati in una vita d’avventura pericolosa e drammatica. Ed è il futuro di Doris Lessing a incuriosire: lande desolate distrutte da eventi calamitosi, città devastate dalla rivoluzione tecnologica, famiglie frammentate, bambini abbandonati in gang che seminano violenza, e bambini raggruppati in utopiche comuni autogestite, orde di nomadi in cerca di qualcosa di indefinito avvezzi alla trasmigrazioni: da un luogo fisico a un diverso luogo dell’anima, ecco gli elementi chiave della Lessing ultima maniera.
Signora Lessing, è mai stata a Napoli?
«No, purtroppo no. O almeno non ancora. Tanti anni fa sono stata in Italia per un periodo abbastanza lungo ma qualcosa mi ha sempre trattenuto in un altro posto».
Però in “Memorie di una sopravvissuta” lei è riuscita, circa trent’anni fa, a descrivere una città europea che per certi versi potrebbe essere la Napoli di oggi.
«Sì, certo potrebbe essere Napoli come ogni altra città di oggi massacrata e scossa dalla rivoluzione tecnologica e quindi dallo stesso male di civiltà: problemi, dinamiche, paure, ansie e violenze».
Tra l’altro anche Napoli come molte città del mondo, anche se in modi diversi, è afflitta dal fenomeno delle baby gang.
«Be’, il fenomeno delle baby gang è vasto, complesso e con radici nell’antica Bisanzio. Lì c’erano orde barbare di ragazzini che razziavano letteralmente il territorio e per liberarsi di questi crudeli personaggi il popolo faceva in modo che le bande si affrontassero tra loro e si eliminassero a vicenda. Nei miei libri non faccio altro che fotografare un malessere di fondo comune a tutti».
Parliamo di “Mara e Dann”: un romanzo con un risvolto politico che lancia anche violente provocazioni.
«Qui ho lanciato l’allarme sul disastro sociale e ambientale che stiamo vivendo. E lo dice lei stessa confrontando la mia letteratura con la sua Napoli».
In questo libro scritto ormai cinque anni fa lei coglie l’occasione per commentare i peccati e la debolezza dell’umanità di oggi, per parlare di guerra, schiavitù, razzismo e discriminazione sessuale.
«Molti di questi problemi sono trattati nei miei libri e lo scopo è unico: mettere in risalto la capacità di amare del genere umano».
In qualche caso le donne che tratteggia sembrano donne italiane e soprattutto napoletane: incantate, protettive.
«Oh, ma le donne napoletane credo che siano uguali a tutte le donne, troppo protettive nei confronti dei bambini di oggi, partoriti dalla crisi e dalla catastrofe ma che inevitabilmente si avviano verso il disastro. Spiacente di dirlo, ma la pace di questi ultimi 50 anni di storia europea finirà, non dobbiamo illuderci, non durerà ancora».
Ma allora sarebbe meglio non farli i figli?
«Non dico questo, anzi. Le donne devono continuare a farli e in particolare le donne italiane. Trovo curioso che l’Italia, paese ricco e evoluto, abbia un tasso di natività così basso da farla stare in coda ai paesi europei».
Lei è molto legata al mondo dell’infanzia e della prima adolescenza, perché?
«Perché a quell’età i miei protagonisti non hanno ancora scudi, saracinesche e quant’altro. Sono malleabili e allo stesso tempo crudeli e cinici, ma inconsapevolmente. A quell’età, i personaggi possono essere ciò che vuoi. Sono perfetti per delimitare la fine di un mondo e l’inizio di un altro».
L’attuale guerra al terrorismo sta facendo molte stragi in occidente e in Iraq. Che posizione ha assunto nei confronti del suo governo?
«C’è una strana tendenza nel credere che i romanzieri siano in grado di dare delle risposte. Ma io non ne ho. E tra l’altro, oggi siamo in Iraq: nessuno ci ha chiesto un parere contrario o favorevole. Siamo lì nonostante il fatto che milioni di persone in tutto il mondo avessero sfilato contro la guerra. Ho l’impressione che persone come Blair, Putin e Berlusconi siano attratte da quelle che considerano loro padri protettivi, e così Blair segue Bush, Berlusconi segue Blair e Bush, e Putin tutti gli altri per non sentirsi escluso».
La intrigherebbe scrivere un romanzo ambientato in un’epoca futura con un protagonista d’eccezione come il Vesuvio?
«Oh sì, ma prima spero di vederla questa città e di innamorarmene come è successo per tutte le città italiane che ho avuto la fortuna di visitare».
Pubblicato su La Repubblica – Napoli di sabato 23 ottobre 2004.

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categorie: biblionews
lunedì, 06 febbraio 2006

Continua ad attrarre attenzione il forum aperto da Guido Trombetti, rettore della Federico II, sull'individuazione, sul modello di mantova, del libro da far leggere ai napoletani. Moltele proposte: in testa però pare che resista Robinson Crusoe di Daniel Defoe. Intanto il giornalista Francesco De Core, in un suo pezzo apparso il due febbraio riassume i vari titoli votati dai lettori e naturalmente dagli studenti universitari. Qui elenco alcuni dei titoli di cui forse, val la pena innamorarsi:
La peste di Albert Camus
Ritorno dall'India di Abraham Yehoshua
Essere senza destino di Imre Kertész
Le città invisibili di Calvino
Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi
La storia di Elsa Morante
I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante
Il resto di niente di Enzo Striano
Alfabeto napoletano di Renato de Falco
A questi aggiungerei (serena gaudino)
Cent'anni di solitudine di Garcia Marquez
Paradiso di Lezama Lima José
L'isola di Arturo di Elsa Morante
Canti del Caos II di Antonio Moresco
Manoscritto Trovato a Saragozza di Jan Potocki
...  continua...


postato da: Presidicampania alle ore 13:40 | link | commenti (2)
categorie: biblionews

Parliamo di rete...
La poesia pubblicata qui di seguito mi è stata donata da Pablo Visconti (bibloteca napoletana De Mura). L'ha scitta auspicando a un ripensamento di tutti quelli che scrivono email e sms affinchè tornino a scrivere con la penna, a usare il telefono a raccontarsi a voce i fatti: le emozioni e le paure. Inviata da Serena Gaudino

In fondo sono solo
esco poco la sera
anzi non esco affatto.
Non esco da me
non esco cacciato da me
cacciato da te non devo sentirmi.
Esco nel mare, a volte
dalla vetta bianca sulle parabole
tentennano antenne dentro il
vento sopra i tetti
e i tetti, i tetti, i venti
rimandano alle vele, rimandano
e come fare ad avvertire i pochi scarsi naviganti?
Avviso ai naviganti nella notte:
vorrei venire a trovarvi nelle case...
Mani dentro mani
e vino, frittate di cipolla e pane
pane nero
e non mandarvi messaggi e posta elettronica.
Vorrei salire la collina da San Martino
e scendere 
fino al mare per ore e ore
e citofonarvi per parlare
parlare e dire solo con leggera e fervida monotonia:
"Vi metto questa lettera nella buca della posta".

Pablo Visconti

 

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giovedì, 02 febbraio 2006

I costituendi Presidi del libro Campania fanno BLOG!!
comunicato stampa del 2 febbraio 2006 di Serena Gaudino
Un nuovo blog per gli appassionati della cultura e della letteratura.

I costituendi Presidi del Libro Campania mettono in rete le proprie iniziative sul blog www.presidicampania.splinder.com.

Uno strumento utile per lo scambio di informazioni, progetti, bibliografie, impressioni letterarie, notizie culturali in genere e specifiche per il mondo dell’editoria.

In un momento di grande fioritura di questo strumento adottato ormai molto in Italia anche dalla politica, Presidicampania vuole essere uno strumento di collegamento tra le varie realtà culturali che vivono per superare l’inciviltà la barbarie e l’analfabetismo. Come? Diventando missionari della cultura! Professando l’amore per i libri, per le idee, per la fantasia e l’immaginazione. Quando? Sempre! Attraverso l’organizzazione di feste del libro, dei lettori, mostre, eventi, progetti scolastici, attività insomma che portano il libro fuori dai confini istituzionali.

Il blog Presidicampania è una comunità allargata di persone che lavorano in questo senso: insegnanti, organizzatori di eventi, lettori, editori, giornalisti, appassionati di letteratura… tutti insieme per realizzare un progetto a lunga scadenza: creare centri di aggregazione culturale, biblioteche, eventi e festival che possano promuovere il libro quale bene prezioso e meritorio in tutta la Campania.

I progetti: I Presidi del Libro Campania sono in fase di costituzione a Avellino, Barra (quartiere di Napoli), Capua (Ce), Contursi (Sa), Giugliano (Na), Marano (Na), Mondragone (Ce), Nola (Na), Ponticelli (quartiere di Napoli), Scampìa (quartiere di Napoli), San Giovanni a Teduccio (quartiere di Napoli), Castellammare (Na), Ercolano (Na), Quartieri spagnoli (na), Santa Maria Capua Vetere, Nola.

L’evento: Il 2 aprile è prevista a Scampìa, nell’ambito della giornata della letteratura per ragazzi, una grande festa del libro organizzata dall’AIB con la collaborazione di molte figure professionali legate alla filiera del libro e alle tante associazioni di riferimento su tutto il territorio. Tra le iniziative: letture ad alta voce, presentazioni di novità librarie, laboratori per bambini.

postato da: Presidicampania alle ore 15:34 | link | commenti (1)
categorie: presìdi - work in progress